Verso Expo, “AlimenTiAmo la conoscenza”

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L’Expo di Milano si avvicina e anche a Roma cibo e welfare diventano elemento di discussione di cui Forum del Terzo Settore Lazio si è fatto promotore

Una mattinata focalizzata su un tema unico, l’alimentazione, analizzato però da diversi punti di vista grazie agli interessanti contributi di professionisti ed esperti. Nell’elegante atmosfera della Sala del Carroccio del Campidoglio di Roma, il 23 marzo si è tenuta la conferenza “AlimenTiamo la conoscenza”, organizzato dal Forum del Terzo Settore Lazio, con il contributo della Regione. Proprio le parole del Portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio, Gianni Palumbo, hanno aperto l’incontro.

Dopo una breve introduzione sul mondo del Terzo Settore, Palumbo ha ricordato come l’Esposizione Universale in programma a maggio nel capoluogo lombardo abbia origine proprio nel diritto ad una sana alimentazione. Diritto riconosciuto dall’art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani come condizione necessaria per il benessere e la salute dell’individuo.

“Questo Expo presenta una novità importante: il Padiglione della Società Civile, all’interno della Cascina Triulza”. L’antico casale, ristrutturato per l’occasione, è gestito dalla Fondazione Triulzache include al suo interno numerose organizzazioni. Il Padiglione – ha continuato Palumbo – è un’area in cui il Terzo Settore trova spazio attraverso la valorizzazione delle buone prassi, le quali, se unite ad esperienze concrete, rendono possibile un futuro ecosostenibile. Il Forum Terzo Settore Lazio partecipa con una campagna che è iniziata a marzo dell’anno scorso, dal titolo Alimentare la vita, che vede diversi convegni centrati sul tema dell’alimentazione nei diversi municipi romani che hanno aderito all’iniziativa”.

E il primo contributo della giornata proviene proprio da Gianmarco Palmieri, presidente di uno dei Municipi aderenti al progetto, il V. Palmieri ha prestato particolare attenzione all’importanza del territorio in riferimento al tema dell’alimentazione: “siamo portati a pensare che i quartieri, soprattutto quelli più densamente urbanizzati, non siano adatti alla produzione alimentare; ma non è così. Quel che oggi dobbiamo fare è alimentare le piccole realtà produttive già presenti e salvaguardare da speculazioni quello che da diritto di pochi può (e deve) diventare diritto di molti. L’obiettivo sta nell’usare il territorio in un diverso approccio, unito al sociale”. Il VII Municipio, anch’esso coinvolto nel progetto, è stato rappresentato dalle parole dell’Assessore Loris Antonelli, il quale ha focalizzato l’attenzione su come il Welfare e il Terzo Settore debbano decostruire una realtà un po’ fiabesca. “Con questo progetto si può iniziare un percorso meno fiabesco e più concreto che svolga il compito di vero e proprio percorso educativo”.

È una domanda ad aprire invece l’intervento di Alfonso Pascale, membro del Comitato Scientifico del Forum TS Lazio: Cosa rappresenta oggi il cibo? “Uno dei punti centrali nella vita della persona. La sua disponibilità è un parametro fondamentale per lo sviluppo dell’individuo. Si parla oggi tanto di territorio, parola che ha però tanti significati”. Partiamo da quello letterale “letto di terra”, dal latino, ossia uno spazio in cui comunità umane si insediano donandovi forma: “indica perciò un’appartenenza tra la persona, la comunità e il luogo. Oggi il territorio è ancora una parte fondamentale della vita e importante è l’uso che se ne fa attraverso, ad esempio, l’agricoltura”. Oggi sono forti le pressioni delle nuove agricolture emergenti internazionali e nelle città, anche a Roma, si assiste allo sviluppo di una nuova “ruralità urbana” fatta di mercati rionali e orti urbani. In questa condizione, secondo Pascale, è necessario stabilire nuove regole internazionali “che devono esser fissate attraverso la partecipazione, il coinvolgimento e l’interesse della società civile”. I dati riportano poi numeri alti (più di un milione di tonnellate) che vanno a ingrandire la categoria “sprechi” nella produzione alimentare e questi sono tutti temi collegati che vanno affrontati, sono “questioni della quotidianità di ciascuno di noi e per questo siamo chiamati a rispondere. Noi vorremmo portare a Milano un’idea: recuperare un’economia fatta di relazioni tra le persone e, allo stesso tempo, il senso del limite”.

Aldo Morrone, Presidente della Fondazione Istituto Italiano di Ematologia, ha analizzato il tema del cibo all’interno delle periferie, perché “la marginalità ha in sé la capacità di cambiare il mondo”. Come spesso le periferie vengono abbandonate, rimangono nel silenzio, così avviene con la “fame”. Si parla di sprechi ma li si considerano solo riguardo al consumatore, dimenticando che i più alti sono nella fase di produzione e raccolta. Allo stesso modo si parla di “fame nel mondo” ma sfugge il problema della sottoalimentazione: “c’è evidentemente fame da una parte e troppo cibo dall’altra”.

Molto diverso lo spirito degli interventi delle ultime due relatrici. Marta Zaccardi, psichiatra esperta di alimentazione titola il suo intervento “A tavola con i bambini e gli anziani”, focalizzando l’attenzione su le sensazioni che il mangiare è in grado di generare. “Attraverso la memoria legata al cibo si entra in contatto con gli altri. Il riferimento a bambini e anziani è poi importanti in quanto molti anziani ricordano ancora diverse ricette della tradizione o della loro vita. E questa esperienza vale anche per i bambini, che possono parlare di piatti per loro significativi e legati alle loro tradizioni, o spesso a tradizioni con cui vengono in contatto.” Il cibo crea, dunque, rete. Angela Gentili, biologa nutrizionista esperta in scienze dell’alimentazione, parte invece analizzando la “cattiva alimentazione” con la quale ci scontriamo quotidianamente e che ci ha portato a perdere la tradizione della “dieta mediterranea” che molte parti del mondo ci hanno sempre invidiato. I tempi sempre stretti, l’aumento dei fast food e il cambiamento dello stile di vita ha comportato una situazione allarmante: “la società attuale è afflitta da cattiva alimentazione e ciò è rilevabile in Italia dai dati Istat che mostrano una crescita di casi di sovrappeso e obesità o, di contro, di anoressia e bulimia”.

In chiusura l’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese e le testimonianza di associazioni e società attente al tema mostrano che attraverso progetti concreti è possibile modificare la situazione attuale nell’approccio a quello che è uno dei diritti fondamentali dell’individuo. Così se l’Assessore propone un incontro ravvicinato tra la tematica del cibo e i cittadini (“Il 29 giugno, se riusciamo, potremmo invitare i romani a tavola. Costruiremo un menù insieme”), Cerealia descrive i risultati di un festival nato da un progetto di rete e giunto alla V edizione, Vidya come la conoscenza con altre culture renda possibile la nascita di nuove tradizioni, Equoevento come basti poco per trasformare gli sprechi in aiuti per chi ne ha bisogno, Gelateria Splash e Cose dell’Altro Pane come sia possibile dare vita a una società equosolidali e attente a temi sociali.

L’evento del 23 marzo è stato solo un inizio. L’avvio di un lavoro di squadra.

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