Storaro, luci da Oscar ai Fori Imperiali

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Per la notte del Natale di Roma, a 2768 anni dalla nascita, il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro ha illuminato i Fori Imperiali

Una notte che i romani e i turisti ricorderanno a lungo. Perché, per chi c’era, assistere allo spettacolo di luci e colori, che hanno inondato come un fiume in piena i Fori Imperiali, è stata un’esperienza indimenticabile. Soprattutto se, a irradiare il Foro di Nerva, di Augusto e di Traiano, sono stati Vittorio Storaro, direttore della fotografia per tre volte vincitore dell’Oscar, e sua figlia Fracesca, architetto. Esperta di lighting design, le è stata assegnata la direzione artistica della scenografia voluta per festeggiare il Natale di Roma che cade il 21 aprile.

Dal Colosseo ai Fori una folla di persone si è accalcata per ammirare lo spettacolo. Finalmente la nostra area archeologica patrimonio dell’Umanità ha ottenuto la giusta riconoscenza. “E’ un sogno che si avvera per i romani e le romane, e tutte le persone che amano la nostra città. Vedere questo spazio al buio dava la morte al cuore, uno spazio archeologico che abbiamo solo noi in tutto il pianeta”, ha detto ieri sera il sindaco Ignazio Marino, anche lui presente in prima linea all’evento insieme a Dario Franceschini, ministro per i Beni Culturali.

Per l’illuminazione sono stati usati fari led ad alta precisione e ad elevato risparmio energetico. Ogni Foro ha il suo preciso racconto attraverso la luce. Luce assiale nel Foro di Nerva, monodirezionale nel Foro di Augusto e centrifugo in quello di Traiano. Espressioni uniche, studiate per ripercorrere la loro maestosa storia. “È esattamente il linguaggio degli imperatori del foro che abbiamo tradotto con il linguaggio della luce. Sono stati usati 520 diversi proiettori. Credo che sia un evento meraviglioso”, ha affermato Francesca Storaro.

Uno spettacolo che lascia senza fiato, una spettacolarizzazione tale che poteva essere svolta solo dal grande maestro Storaro, premio Oscar per Apocalypse Now, L’ultimo Imperatore e Reds. Riesce a scrivere con la luce in un modo unico, a parlare con tagli e ombre suscitando emozioni in ciascuno degli spettatori. E’ sufficiente ricordare gli innumerevoli film di Bernardo Bertolucci in cui Storaro riesce a donare una fotografia espressiva senza pari (Il Conformista, Ultimo Tango a Parigi, Piccolo Buddha). “La civiltà moderna ha portato l’uso della luce artificiale che ci permette di estendere il tempo anche al di là del corso del sole. E’ il concetto che ha adottato il sindaco Marino”, ha ribadito il Director of Photography (DOP).

Le luci da Oscar saranno d’ora in avanti permanenti, non resta altro che lasciarsi immergere nella storia.

a cura di Anastasia Angelini

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