30 aprile 1982: assassinato Pio La Torre

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30_Aprile_1982: assassinato Pio La Torre

Il 30 aprile 1982 a Palermo il segretario regionale del Partito Comunista Italiano, Pio La Torre, viene assassinato da un commando mafioso insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo

Alle ore 9:20, all’altezza di Via Turba, la Fiat 132 con a bordo Pio La Torre e Rosario Di Salvo viene  intercettata dai killer a bordo di due moto di grossa cilindrata. Sotto il fuoco, il primo muore all’istante, mentre il secondo ha solo il tempo di esplodere alcuni colpi di pistola.

Al momento della morte, Pio La Torre è impegnato in una serrata battaglia politica contro l’installazione degli euromissili nucleari Cruise nella base Nato di Comiso (RG). L’11 ottobre 1981 è stato tra gli organizzatori di una grande manifestazione di protesta e ha lanciato una petizione popolare.

Pio La Torre nasce a Palermo il 24 dicembre 1927, in una famiglia contadina molto povera. Si iscrive al Pci nel 1945 ed è da subito impegnato nelle lotte bracciantili e per la riforma agraria. Diventa dirigente della Cgil. Il 10 marzo 1950, ormai componente del Consiglio federale del partito, viene arrestato per aver guidato un corteo di seimila contadini a occupare terreni incolti nella provincia di Palermo. Sconta un anno e mezzo di reclusione e viene scarcerato nell’agosto del ’51.

Da consigliere comunale e deputato regionale, negli anni ’60, denuncia a più riprese il “sacco di Palermo” e le collusioni tra politica e cosa nostra. Viene eletto a Montecitorio nel 1972.

Profondo conoscitore della criminalità organizzata e dei suoi interessi economici, in tre legislature alla Camera dei Deputati fa parte della prima Commissione Antimafia e ottiene l’introduzione del reato di associazione mafiosa. Nel 1981 decide di tornare in Sicilia da segretario regionale per combattere nuovamente in prima linea.

In seguito al pentimento di Salvatore Cucuzza, condannato come uno degli esecutori materiali del duplice omicidio, vengono identificati come mandanti Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Antonino Geraci. La causa è naturalmente l’incessante impegno antimafia di La Torre.

Nel 1986, per proseguire l’azione e diffondere il pensiero del politico siciliano, viene fondato ad Alcamo il Centro Studi “Pio La Torre”.

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