30 maggio 1431: muore Giovanna d’Arco

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30 maggio 1431: muore Giovanna d'Arco

La storia della Pulzella d’Orléans fa ancora oggi discutere. Giovanna d’Arco nacque il 6 gennaio 1412 nel villaggio di Domrémy.

Era una dei cinque figli di una coppia di contadini, una ragazza come tante che non sapeva né leggere né scrivere e accudiva alle faccende domestiche. Era un’adolescente tredicenne quando nel 1425 cominciò ad udire delle “voci” da lei attribuite all’arcangelo Michele e alle sante Margherita e Caterina. Le “voci” chiedevano a Giovanna di seguire la volontà di Dio, cioè di liberare il suolo di Francia dall’invasione inglese. Le venne affidato il compito di liberare la ci2014-080-Jeanne-dArc-805x1024ttà di Orléans e di condurre Carlo di Valois all’incoronazione. Dopo essere stata esorcizzata dal parroco, indossò abiti maschili più adatti al viaggio, salì su un cavallo donatole dai suoi compaesani e partì. L’addio ai congiunti significò la rinuncia a una vita familiare ordinaria, a un destino sereno di moglie e di madre.

Era il febbraio del 1429 scortata da soldati percorse quasi seicento chilometri, metà dei quali in territorio nemico, per raggiungere Carlo di Valois a Chinon. Il 6 marzo Giovanna giunse al castello e non avrebbe mai dimenticato una scena così maestosa per i suoi occhi da contadinella: trecento cavalieri assistevano al suo passaggio, cinquanta torce illuminavano la sala. Sospettoso, ma anche attratto dalle profezie della giovane, il delfino sottopose Giovanna al vaglio dei teologi. Fu interrogata sulla sua devozione, la sua ortodossia e la sua moralità. L’esame fu rigoroso ed essa lo superò. Da allora sarebbe stata chiamata da tutti la “Pulzella”. Carlo, pur senza grande convinzione, decise di darle retta. Giovanna voleva agire, combattere affinché egli diventasse re. Le fu quindi preparata un’armatura, assegnato uno stendardo e la si pose alla guida di una piccola armata. L’8 maggio 1429, circondata dall’entusiasmo popolare, Giovanna d’Arco liberò Orléans. Gli inglesi si ritirarono di fronte alla sua inattesa capacità militare.

Liberata Orléans, Carlo doveva essere incoronato e consacrato nella maxresdefaultcattedrale di Reims, con tutti i crismi religiosi come imponeva la tradizione. Nella cultura di Giovanna, solo dopo questo passaggio il sovrano diveniva “unto dal Signore” e poteva acquisire il vero potere regale. Sarebbe stato il primo passo verso la liberazione della Francia. Dopo venticinque giorni di viaggio Giovanna d’Arco , Carlo e l’armata reale entrarono a Reims. La gloria di Giovanna toccò l’apice, la gente le si stringeva attorno, la ammirava, la applaudiva ben più dello stesso erede al trono. Il 17 luglio 1429, nella cattedrale della città, il delfino divenne Carlo VII, re di Francia. Dopo questo successo la presenza della Pulzella a corte diventò ingombrante. Non le furono affidati più incarichi ed era sola quando tentò un nuovo attacco contro i nemici a Compiègne, così nel mgiovanna-d-arcoaggio del 1430 venne catturata dai Borgognoni. Mentre Giovanna era prigioniera del duca di Borgogna, Carlo VII non mosse un dito per liberarla. Le doveva il trono ma sembrava essersi completamente dimenticato della sua eroina. Gli inglesi volevano screditare Carlo VII attraverso la denigrazione di Giovanna.  Se l’Inquisizione l’avesse dichiarata eretica, era chiaro che Carlo aveva cinto la corona grazie alle male arti d’una nemica della Chiesa. Il processo dell’Inquisizione si aprì il 9 gennaio 1431, l’accusa era di eresia. Durante gli interrogatori Giovanna dimostrò fermezza ed intelligenza. Cercavano in tutti i modi di confonderla e alla lunga, disorientata e stremata ritrattò la confessione. Alla fine fu dichiarata recidiva, una colpa per cui era prevista la pena capitale.

Il 30 maggio 1431, all’età di diciannove anni, la ragazza che aveva restituito la Francia al suo re e aveva risvegliato lo spirito nazionale andò al rogo nella piazza del Mercato Vecchio di Rouen. Terminava così l’esistenza terrena della Pulzella d’Orléans e cominciava la memoria eterna e il mito.

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