5 giugno 2004: muore Ronald Reagan

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5 giugno 2004: muore Ronald Reagan

Muore il 5 giugno 2004 Ronald Reagan: da attore di serie b a Presidente degli Stati Uniti d’America, emblema di una politica economica liberista

Il 5 giugno 2004, dopo aver sofferto per molti anni di Alzheimer, Ronald Reagan morì. Reagan fu Presidente degli Stati Uniti d’America per due mandati dal 1981 al 1989. Prima ancora Governatore della California a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. Sorprendenti, ma coerenti con la sua figura, furono le sue origini di attore cinematografico.

Nato il 6 febbraio 1911 a Tampico, nell’Illinois, Ronald Reagan frequentò l’Eureka College, laureandosi in economia e sociologia, per poi iniziare a lavorare in una radio locale come cronista sportivo. Proprio grazie al suo lavoro come radiocrinista firmò un contratto con la Warner Bros nel 1937: è la nascita di Ronald Reagan come attore. Dopo appena due anni era già apparso in quasi venti pellicole.

Per lo più attore di film di serie b, era comunque moderatamente popolare tra il pubblico. Ronald Reagan stesso attribuiva il suo successo alla voce chiara e al fisico atletico. La sua esperienza cinematografica continuò per tutti gli anni ’50, per poi iniziare a diradarsi, fino al 1964 quando gira per Don Siegel il suo ultimo film, “Contratto per uccidere“, come antagonista. Nell’Hollywood Walk of Fame gli è stata dedicata una stella.

Ronald Reagan 1

Proprio in campo attoriale, Ronald Reagan muove i suoi primi passi politici, facendosi eleggere presidente nel 1947 della Screen Actors Guild, il più importante sindacato attoriale statunitense. Anche se inizialmente democratico fu persuaso che il migliore fra i due partiti nella lotta al comunismo sarebbe stato quello repubblicano. Erano gli anni della Guerra Fredda e del Maccartismo. Fondamentale fu anche la sua conversione alle teorie del liberismo classico.

Lotta al comunismo e liberismo sono probabilmente le due parole chiave per descrivere il decennio presidenziale di Ronald Reagan. Insediato alla Casa Bianca il 20 gennaio 1981, sopravvissuto a un attentato (uno squilibrato gli sparò per attirare l’attenzione di Jodie Foster), si mosse su due fronti principali: una politica estera particolarmente aggressiva nei confronti dell’URSS e una politica economica altrettanto liberista, definista Reaganomics.

I rapporti con l’URSS, definita da Ronald Reagan l’Impero del Male, si erano già deteriorati durante la presidenza di Carter. Con Reagan raggiunsero i minimi storici. Furono annunciati piani per il riarmo nucleare. E fu dichiarato, anche, la costruzione del cosiddetto Star Wars, un sistema di difesa missilistica, da istallare nello spazio. La cui realizzabilità stessa non fu mai molto ben chiara. Più distesi furono i rapporti con l’URSS durante il secondo mandato di Ronald Reagan, in cui intavolò discussioni con il Presidente russo Gorbaciov.

Reagan 2

Sul piano economico, la visione di Ronald Reagan era molto simile a quella del Primo Ministro inglese Margaret Thatcher. La Reaganomics, ovvero l’insieme di scelte di politica economica che furono adottate da Reagan, fu infatti caratterizzata da un profondo liberismo. Deciso a far aumentare la produzione industriale, si mosse sul fronte delle tasse, abbassandolo, e riducendo la regolamentazione dell’attività economica. Controbilanciando con tagli alla spesa sociale e con scelte fortemente antisindacali.

Inizialmente, queste decisioni furono accolte con grandi proteste soprattutto sindacali, si ricorda lo sciopero dei controllori di volo. Ma poi, nel medio periodo, crebbe sia la produzione industriale che l’occupazione. Anche se pure il debito pubblico subì un incremento.

“Nella crisi presente, il governo non è la soluzione al nostro problema; il governo è il problema.”

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