Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Rifugiato. Quest’anno, di fronte all’ “emergenza migranti”, tante le iniziative.

Il 20 giugno ricorre la Giornata Internazionale del Rifugiato, celebrazione indetta dalle Nazioni Unite. Nei giorni in cui si è fatta più forte la percezione delle stragi di migranti, soprattutto nel Mediterraneo, è interessante scoprire che la Giornata Internazionale del Rifugiato, anche se poco dibattuta, viene festeggiata già da 14 anni. La prima celebrazione in Italia, seppur istituita l’anno precedente, risale infatti al 2001, anno del 50esimo anniversario della Convenzione sui Profughi.

Era il 20 giugno 1951 quando l’Assemblea delle Nazioni Unite firmava la “Convention Relating to the Status of Refugees” ma a cinquant’anni di distanza la Giornata Internazionale del Rifugiato è sembrata all’Onu una nuova “arma” per tornare a ricordare le difficoltà strettamente connesse alla condizione di “profugo”, condizione ancora spaventosamente attuale.

Quest’anno, soprattutto a seguito dell’elevato arrivo di migranti verso le coste italiane, la Giornata Internazionale del Rifugiato ha assunto i contorni di una giornata di mobilitazione internazionale attraverso l’organizzazione di eventi, manifestazioni e iniziative in diverse città e da parte di diversi enti. Una giornata che per Antonio Marchesi, Presidente di Amnesty International Italia, “sarà l’occasione per ribadire le nostre preoccupazioni e raccomandazioni alle autorità italiane ed europee affinché le politiche in materia di immigrazione e asilo mettano al centro la protezione delle persone invece delle frontiere e anche per sostenere la società civile che quotidianamente si impegna per offrire una vita dignitosa a migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Italia, da Ventimiglia alle stazioni ferroviarie di Roma e Milano”.

Ogni anno l’UNHCR, Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sceglie un tema per la Giornata Internazionale del Rifugiato, comune a tutte le iniziative. Quello di quest’anno è “Casa Dolce Casa”: una certezza, per molti di noi ma che, per oltre 50 milioni di rifugiati e sfollati, “è solo un ricordo spezzato dalla guerra e dalla violenza. Ai rifugiati e agli sfollati che non hanno più un posto sicuro dove stare è dedicata la campagna di comunicazione e raccolta fondi “Casa Dolce Casa” che l’UNHCR lancia dall’8 al 28 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.”

In questo 20 giugno la Giornata Internazionale del Rifugiato è diventato argomento principe non solo di chi si occupa del sociale ma dei media nazionali. Di fronte a questa drammatica situazione tanti gli eventi e le iniziative in programma, da Roma a Firenze. Eppure, come spesso avviene per le celebrazioni mondiali, la Giornata Internazionale del Rifugiato è ancora ben lontana dall’esser festeggiata in un clima di universalità dei diritti e benessere, quel clima che la Convenzione del 1951 auspicava.

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