“ Voglia di riscatto ”. Fine di un progetto o nuovo inizio?

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voglia di riscatto

Voglia di Riscatto è il nome del progetto realizzato a Casale Caletto, nella periferia est di Roma. Un progetto che dà vita a un percorso condiviso.

Il weekend 12-14 giugno ha visto concludersi il progetto “ Voglia di Riscatto ” presso il Centro Culturale “Casale Caletto” a Roma.

Come più volte raccontato Casale Caletto è un quartiere disagiato alla periferia est di Roma.

Secondo i dati del Comune di Roma è una zona dove l’analfabetismo – o almeno la capacità di comprendere testi mediamente complessi – è tornato ad essere un problema ed il reddito procapite è fra i più bassi di Roma. Dal 2012 un’ati – associazione temporanea d’imprese – gestisce, dopo aver vinto un regolare bando municipale, il Centro Culturale.

Non è facile entrare in confidenza con un quartiere abituato a essere dimenticato dalle istituzioni ma nell’ati ci sono abitanti della zona e, soprattutto, dopo poco tempo si è capito che l’impegno delle varie persone che lavorano – come volontari – nel e per il centro è onesto. A gennaio una delle realtà dell’ati – la cooperativa “Spazio Nostro” – ha iniziato una serie di iniziative finanziate dalla regione Lazio dopo la vittoria del bando “Fraternità: promozione di nuove frontiere per l’integrazione sociale”.

Oggi l’abbinamento “cooperativa sociale – bando pubblico” fa drizzare le orecchie ma l’impegno nel sociale delle cooperative o delle realtà del terzo settore non è solo quello di chi “se ne approfitta”. Anzi.

Il lavoro che viene svolto dalle piccole, medie e grandi realtà private che surrogano il comune nella fornitura di servizi è indispensabile. Probabilmente il rapporto pubblico-privato va ripensato, sicuramente così com’è non permette di incidere quanto sarebbe necessario – basta leggere i giornali per capirlo – ma ristrutturare non significa demonizzare o, peggio ancora, bloccare tutto – ci sono bandi che, per paura di ricorsi e inchieste, non vengono chiusi causando la totale paralisi delle attività.

Ma al netto dei problemi i progetti sociali hanno un’importanza straordinaria che va valorizzata e promossa.

Il progetto “Voglia di Riscatto” ha previsto una serie di attività socioculturali con la partecipazione degli abitanti – soprattutto bambini e ragazzi – del quartiere.

Due laboratori di Teatro Sociale dedicati rispettivamente alla legalità e alla lotta alle dipendenze. Il primo, tenuto da Emanuele Merlino – autore teatrale e responsabile attività culturali del Centro Culturale -, è partito dal testo “Salvo D’Acquisto: un Eroe semplice” – dello stesso Merlino –.

I partecipanti hanno lavorato sul testo condividendo esperienze ed idee fino a realizzare uno spettacolo che, pur toccando la figura di Salvo D’Acquisto, raccontava vari esempi di coraggio. Dal riscatto femminile, alla lotta alla mafia. Alla scelta quotidiana di un ragazzo di periferia di scegliere la via della legalità – dura e difficile – rispetto a quella, apparentemente più semplice della delinquenza. Un laboratorio impegnativo ma partecipato.

Nel secondo laboratorio si è parlato di droga e dipendenza. Partendo dal testo del suo spettacolo “Polvere”, Saverio Di Giorgio ha condotto le ragazze e i ragazzi a metterlo in scena dopo aver condiviso il loro rapporto con le sostanze che, in un quartiere come Casale Caletto, è, purtroppo, quotidiano.

I due spettacoli, portati in scena venerdì 12 e sabato 13, sono stati un momento emozionante e partecipato.

Le scelte di coraggio e riscatto del venerdì al dramma a lieto, seppur duro, fine, del sabato.

Grandi applausi e grande soddisfazione per gli organizzatori e per i partecipanti.

Tutti i mercoledì sera il progetto prevedeva un servizio gratuito di counseling personale e familiare. Purtroppo molto frequentato.

Mauro Antonini – counselor e presidente della cooperativa “Spazio Nostro” – ha dichiarato: “purtroppo dove mancano le istituzioni, dove trovare lavoro è un’impresa ancor più dura che nel resto della città, dove i servizi scarseggiano le tensioni si acuiscono. Questi mesi abbiamo fatto un lavoro quasi più informativo che di assistenza perché ci siamo resi conto che al netto di problemi relazionali e di coppia molte difficoltà nascono dal non riuscire ad accedere alle informazioni e alle possibilità che il Comune cerca di mettere a disposizione.”.

Come spin off del progetto sono stati proiettati film al vicino Centro Culturale “Aldo Fabrizi”. Uno spazio comunale dove è anche presente una biblioteca del Comune di Roma.

voglia di riscatto Marco Genovese

Le proiezioni relative alla droga e alla legalità hanno visto un dibattito attento e serrato tra i ragazzi delle scuole, l’organizzatore – Emanuele Merlino – e gli ospiti: Marco Genovese – referente romano di Libera – e i carabinieri del comando di Roma Est.

Il progetto più innovativo, interessante e di successo è stato quello realizzato in collaborazione con l’Associazione Lilla Onlus. Un’associazione che da anni si occupa in maniera professionale, molto seria e appassionata di cani e del rapporto tra loro e gli essere umani – bambini in particolare -.

Non soltanto “esibizioni” ma anche un vero e proprio servizio di pet therapy per bambini con disagio.

Con il termine pet therapy s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale.

Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Da febbraio ogni lunedì i bambini di Casale Caletto, insieme ai propri genitori, si sono “confrontati” con i cani, addestrati, portati dai volontari della Lilla Onlus. Splendidamente diretti da Giorgio Baldari, presidente dell’associazione, coadiuvato da psicologi, veterinari, infermieri i bambini – tutti con disagi – hanno superato paure, insicurezze, difficoltà.

Il video che segue è un resoconto fotografico di tutti gli incontri.

Vedere i bambini sorridere e crescere ogni giorno di più dimostra come curare attraverso l’amore – e quello degli animali è sempre puro e disinteressato – non è soltanto un palliativo ma una vera e propria cura.

Con la pet therapy si è concluso il progetto “ Voglia di Riscatto ”. I bambini si sono esibiti con il quartiere ad applaudire e ad abbracciare gli operatori.

Unire la cultura al sociale non è soltanto un buon modo per coinvolgere un territorio in un percorso condiviso di crescita e di riscatto ma è anche l’unico modo per occuparsi di disagio e difficoltà. La convinzione che la cultura sia uno spot fine a se stesso o l’intervento sociale un’operazione da effettuarsi ex post quando il problema è diventato ormai emergenza è un modo di fare che va combattuto e rinnegato.

Attività strutturate e strutturali. Impegno costante e presenza sul e del territorio.

Così le periferie possono riscoprirsi comunità e appartenenti ad un consesso civile e cittadino.” – afferma Merlino curatore del progetto –.

“Che il Comitato di quartiere abbia sposato l’iniziativa e integrato il progetto facendolo concludere con una festa dimostra che il percorso intrapreso è quello giusto. Dimostra che questo progetto non è soltanto un momento di festa ma parte di un percorso condiviso. Un percorso di cui “ Voglia di Riscatto ” non è la fine ma solo una tappa da cui trarre nuovo slancio.

Quest’estate festeggeremo la IV edizione del “Casale Caletto Festival” con 20 giorni di eventi e spettacoli. In un momento in cui tutti si tirano indietro noi rilanciamo. Così si fa sociale. Così si fa cultura.” Conclude Giorgio Granito, Presidente dell’Associazione Trousse che gestisce il Centro Culturale.

A via Jacopo della Quercia SNC sorge il Centro Culturale “Casale Caletto”. Il Centro della Periferia.

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