Renato Pozzetto è nato a Laveno il 14 luglio 1940, da bambino vive a Gemonio, dove moltissime famiglie milanesi come la sua si sono rifugiate per sfuggire ai bombardamenti. Conosce il coetaneo Cochi, anche lui sfollato dalla città con i genitori.

All’estero è considerato l’unico attore al mondo capace di aprire un frigorifero, tirarne fuori una giacca e infilarsela con la massima naturalezza. Renato Pozzetto, 75 anni oggi, in coppia con l’amico Aurelio “Cochi” Ponzoni, irrompe nella comicità dei primi anni ’60 con quell’astrazione e quel mix di gag fisiche e verbali che diventeranno il suo marchio di fabbrica.

Da ragazzi, i due vengono introdotti nell’ambiente artistico dall’amico e celebre artista Piero Manzoni ed esordiscono come musicisti. Contemporaneamente lavorano ai primi testi umoristici ed entrano a far parte del Gruppo Motore, una “comitiva” di comici nata su ispirazione di Enzo Jannacci, che andrà a costituire la prima generazione del Derby, locale milanese di jazz che si trasforma rapidamente in uno dei più famosi cabaret d’Italia.

La coppia infila un successo dietro l’altro con le canzoni-sketch amatissime ancora oggi, La canzone intelligente, Nebbia in Val Padana, E la vita la vita e tante altre.

Con gli anni ’70 per Pozzetto inizia la lunga e proficua carriera nel cinema, pur proseguendo la collaborazione con Cochi in tv e a teatro. Nel 1974 esordisce da protagonista in Per amare Ofelia di Flavio Mogherini. Il successo commerciale è enorme, quello di critica anche: vince un Nastro d’argento e un David di Donatello. Subito dopo è già una guest star, il fidanzato vigliacco e smidollato di Mariangela Melato ne La poliziotta di Steno.

Renato Pozzetto è ormai uno dei campioni della comicità sul grande schermo ma persegue con convinzione anche progetti impegnati, come Oh, Serafina! di Alberto Lattuada, tratto dal romanzo di Giuseppe Berto, o decisamente estremi come Gran bollito di Mauro Bolognini, grottesco-horror ispirato ai delitti della serial killer Leonarda Cianciulli. A fianco della protagonista Shelley Winters, Pozzetto, Alberto Lionello e Max Von Sydow recitano in abiti femminili. Va male invece l’esordio alla regia con Saxofone (1978), ambientato nel mondo del cabaret, con toni ultra-surreali.

Purtroppo viene sfruttato molto poco il grande affiatamento con Adriano Celentano. La coppia fa faville nella commedia acida Ecco noi per esempio (1977) e nell’esilarante Lui è peggio di me (1984).

L’anno della svolta è il 1980, con il trionfo di Sono fotogenico di Dino Risi. Pozzetto rifiuta molte offerte dall’estero, Francia soprattutto, per rimanere in patria e interpretare una serie di film che incasseranno soldi a palate, restando fedele alla sua vena stralunata e astratta, da solista (La patata bollente, La casa stregata, Mani di fata, Il ragazzo di campagna, Un povero ricco, È arrivato mio fratello ecc.) o in squadra con i più importanti comici dei due decenni successivi (Grandi magazzini, 7 chili in 7 giorni, Noi uomini duri, Piedipiatti, Le comiche, Ricky & Barabba, ecc.).

Dal 2000 rinsalda la collaborazione in tv con Cochi e lega il suo nome ad alcuni titoli della nuovissima commedia, come Oggi sposi (2009) e Ma che bella sorpresa (2015).

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