Festival della Resilienza : pensare Propositivo

Il Festival della Resilienza nasce da un interrogativo: “se il tempo che usiamo quotidianamente per lamentarci, lo usassimo per cercare soluzione, cosa accadrebbe?”

Questo è l’assunto da cui nasce Propositivo e il Festival della Resilienza che si svolgerà in Sardegna dal 27 luglio al 2 agosto 2015 a Macomer. “Propositivo” è il nome di un progetto, quello nato dalle idee di un gruppo di ragazzi “tra i 20 e i 30 anni, sparsi per l’Italia e il mondo, studenti e lavoratori, realisti e sognatori”, come si definiscono loro. L’intento è quello di mettere in luce i numerosi esempi di pratiche virtuose presenti, accomunate tra loro da una visione della realtà propositiva e innovativa, sostenibile e resiliente. Ecco, dunque, come nasce l’idea del Festival.

La filosofia del Festival della Resilienza è di pensare propositivo, infatti gli organizzatori sono partititi dalla convinzione scientifica che le brutte notizie influenzino maggiormente la psicologia umana a differenze delle buone.  Questa nozione è parte integrante della società contemporanea. Essere propositivi invece è una caratteristica che solo recentemente sta entrando nell’immaginario collettivo. Da qui nasce il nome del Festival: Resilienza. Dal latino resalio, risalire su un’imbarcazione capovolta. Oggi “resilienza” viene utilizzata in diversi ambiti, in psicologia vuol dire uscire rafforzato da un’esperienza traumatica, mentre in economia e in ecologia è la capacità di un sistema economico o ecosistema di adattarsi e sfruttare a proprio vantaggio un trauma ricevuto dall’esterno. Una parola dunque che rappresenta il Festival, che vedrà 50 associazioni, istituzioni e aziende riunirsi in riflessioni e analisi del territorio sardo.

 

Il Festival della Resilienza nasce dall’associazione Propositivo preceduto delle due edizioni di “Sardegna in Transazione” nel 2013 e 2014, incentrare sul rinnovamento delle comunità locali. Altri promotori del Festival sono: Università la Sapienza di Roma, Università Cattolica, Open Hub, “Libera associazione nomi e numeri contro la mafia” e tanti altri ancora.

A differenza degli anni passati, Propositivo sperimenta quest’anno un nuovo metodo di co-creazione il BrainSurfingnato dall’incontro tra riflessione dinamica (brainstorming) e ospitalità diffusa (couchsurfing). In poche parole, i professionisti locali sfruttando gli strumenti dell’economia della condivisione, ospiteranno e racconteranno il territorio ad un gruppo di esperti regionali e nazionali, tramite una “open call” e un comitato scientifico. Il BrainSurfing sarà diviso in più fasi: la prima, dal 27 al 29 Luglio, sarà dedicata alla scoperta del territorio e alla socializzazione dei partecipanti, per creare empatia e sinergia. La seconda fase, dal 30 al 31 Luglio, sarà caratterizzata da workshop tematici, come ad esempio creare “smart cities” o la filiera agro-turistica 3.0. La terza fase, 1-2 Agosto, coinvolgerà i cittadini locali e non solo, sulle tematiche affrontate precedentemente, attraverso dibatti pubblici. Naturalmente, lo scopo del Festival è di creare qualcosa di duraturo, infatti gli organizzatori proporranno di creare infrastrutture e attuare ciò che è stato detto durante il Festival, attraverso il sostegno dei bandi europei 2014-2020. Tante le iniziative durante il Festival, come ad esempio la visita archeologia a Tamuli, Il Teatro T o lo yoga in spiaggia.

L’intento del Festival è quello di creare nel territorio, sul modello Open Hub nelle universistà in Italia e nel mondo, laboratori di innovazione sociale. Laboratori che invoglino e assistano la partecipazione, offrendo una base per lo sviluppo di idee e progetti, sfruttando l’idea di resilienza per creare un futuro propositivo. In fin dei conti lo scopo del Festival è di portare soluzioni e non problemi.

a cura di Andrea Pica

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