E’ passato ormai tanto tempo da quando Antonio Conte esordiva da calciatore con il Lecce e di strada ne ha fatta tanta, soprattutto indossando la maglia bianconera della Juventus.

Idolo dei suoi tifosi, come tutti i giocatori che in campo corrono  e sudano più degli altri, Conte si fa notare subito per la sua duttilità e la capacità di interpretare al meglio il proprio ruolo di “tuttocampista”, ovvero un centrocampista capace di essere utile sia in fase difensiva che offensiva.

Fu Carletto Mazzone, ai tempi allenatore del Lecce, il primo a dargli una chance da giocatore, era il 1986 e Conte esordiva contro il Pisa.  Dopo 6 anni passati in Puglia, Trapattoni decide di portarlo alla Juventus. E’ il 1991 e Conte non sa ancora che diventerà uno dei giocatori più amati e vincenti del nostro calcio, tra scudetti e Coppe di ogni genere vinte insieme a figure come Vialli, Ravanelli e Del Piero.

Oltre alle vittorie conseguite in maglia bianconera, Conte ha nel suo palmares anche qualche piccola soddisfazione con la Nazionale italiana: quel secondo posto ottenuto nello sfortunato Mondiale Usa nel ’94 e la finale nel 2000 durante gli Europei che si giocarono in Belgio e Olanda, finale purtroppo nuovamente persa dall’italia.

Battagliero come pochi, ha sicuramente conservato lo stesso carattere anche da allenatore.

Gli inizi però sono difficili. Ad Arezzo, in serie B, infatti viene esonerato dopo qualche giornata. Inizia a farsi notare da allenatore del Bari, due stagioni e una promozione in A per poi passare all’Atalanta e al Siena dove ottiene nuovamente una promozione nella massima serie.

Il 31 maggio 2011 arriva la svolta: la Juventus chiama Conte e gli affida la panchina. Tanta la fame di vittoria e la grinta di Conte, cuore bianconero, diventa indispensabile.

Ben 3 gli scudetti consecutivi che riesce a vincere, grazie sicuramente anche a giocatori capaci di seguirlo in ogni sua fissa, si perché Conte si rivela molto meticoloso, così come da giocatore anche da allenatore bada sia alla fase difensiva che a quella offensiva, trovando l’equilibrio perfetto con quel 3-5-2 che, in Italia, ha garantito alla Juventus nuovi successi.

Lascia la Juventus alla fine della stagione 2013/2014 con qualche strascico polemico, ma il suo valore viene riconosciuto affidandogli  la guida tecnica della Nazionale italiana di calcio.

Per non farsi mancare nulla, Conte si ritrova anche coinvolto in controversi aspetti giudiziari ancora in corso, ma gli amanti del calcio, soprattutto i tifosi avversari, preferiscono ricordarlo come un uomo antipatico ma vincente, con la speranza che, dopo i tifosi juventini, faccia sorridere tutti i tifosi italiani portando al successo la Nazionale maggiore.

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