Il 9 settembre 1998 muore Lucio Battisti, una delle massime personalità della storia della musica leggera italiana

Nato in provincia di Rieti nel 1943, Lucio Battisti si trasferì con la famiglia a Roma nel 1950. All’età di 14 anni chiese ai genitori come regalo per la promozione una chitarra che imparò a suonare da autodidatta. La sua gavetta come musicista iniziò dopo il diploma, quando ebbe l’opportunità di fare da chitarrista per varie band e proprio per seguire “I Campioni” si trasferì a Milano. Negli anni Sessanta iniziò a scrivere canzoni e dopo un provino, grazie all’interessamento di Mogol, riuscì a essere scritturato dalla casa discografica “Ricordi”. Proprio con Mogol da quel momento inizierà un sodalizio per la composizione di nuove canzoni che darà vita a numerosi successi. Il 1969 è l’anno del primo album da solista che lo farà conoscere al grande pubblico. Seguiranno varie partecipazioni televisive che ben presto Battisti, molto geloso della sua privacy, rifiuterà affermando che l’attenzione doveva mantenersi solo sulla sua musica. Negli anni Settanta infatti, Battisti si dimostra sempre meno disponibile a rilasciare interviste e a posare per servizi fotografici. Sul finire del decennio inoltre si allontana anche da Mogol con l’intento di voler sperimentare innovazioni musicali che andavano oltre la musica leggera italiana. Dal 1980 Battisti sceglie di non apparire più in televisione ma pubblicherà album con cadenza biennale. Il 30 agosto 1998 viene ricoverato in una clinica milanese e muore il 9 settembre all’età di 55 anni per complicazioni dovute a una malattia che pubblicamente non viene specificata. I funerali si svolgono in forma privata a Molteno, dove l’artista si era ritirato negli ultimi anni. I suoi pezzi più famosi tra i quali “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Emozioni”, “Pensieri e parole”, “I giardini di marzo”, “Con il nastro rosa”, sono considerati intramontabili e rappresentativi della storia della musica italiana.

LASCIA UN COMMENTO