Dopo l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa fu necessario inasprire le pene verso i mafiosi

Si conosce poco riguardo la nascita della mafia, il momento storico in cui essa si sviluppò rimane ancora un mistero, così come l’origine del suo nome.

Forse anche quest’aura oscura ha reso possibile il successo dei reati della mafia.

Gli interessi di quest’associazione si estendono in tutti i settori della criminalità, come il traffico di armi e di droga, lo sfruttamento della prostituzione, le ingerenze illegali nell’amministrazione pubblica, e la richiesta di denaro in cambio di protezione ai cittadini.

Per le sue ingerenze, la mafia si è guadagnata l’appellativo di “piovra”, una piovra che lo Stato italiano ha cercato di combattere attraverso l’articolo 416, classificandola come associazione a delinquere.

Eppure, nonostante la mafia con i suoi tentacoli riuscisse a penetrare ovunque -arrivando perfino nelle sfere alte del governo- e lasciasse segni della sua intrusione, perseguire i suoi affiliati era spesso complicato, sia per la vastità dei settori in cui intervenivano, sia per la debolezza di alcune leggi italiane, e infine per il rischio di schierarsi contro Cosa Nostra.

Ne era consapevole anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che venne inviato in Sicilia dopo i suoi interventi nella lotta contro le Brigate Rosse, per trovare una soluzione al dilagante fenomeno. La risposta della mafia non si fece attendere, e il 3 settembre 1982 il generale Dalla Chiesa venne assassinato in un attentato, in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.

Il delitto del generale rese evidente l’esigenza di una normativa più dura verso i mafiosi, e il 13 settembre 1982 l’articolo 416 venne rafforzato: nacque, con la legge n. 646/1982, l’articolo 416-bis, che definisce in modo definitivo l’associazione mafiosa un reato.

Molto importante è il terzo comma dell’articolo 416-bis, che per la prima volta fornisce una definizione dell’associazione mafiosa:

“L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire inmodo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.”

La pena del reato di associazione mafiosa è inserita nelle conseguenze del reato di associazione a delinquere, e varia a seconda dei delitti commessi. In generale, i colpevoli sono soggetti alla reclusione in carcere e alla confisca dei beni.

Eppure, nonostante il rPalermo , September 1993 - Demo against the killing of Father Puglisi - A female child in front of a banner with the writing " Silence is Mafia " Palermo , settembre 1993 - Protesta contro la mafia per l'uccisione di Padre Pugliesi - Una bambina di fronte ad uno striscione con la scritta " Il silenzio  mafia " *** Local Caption *** 00127716afforzamento delle leggi che la combattono, la mafia è un fenomeno ancora troppo potente, che a tratti sembra indistruttibile. Solo l’unione di tutti i cittadini e delle forze statali potrebbe riuscire a sconfiggerla, eliminando la corruzione e garantendo ai suoi affiliati la giusta punizione. Si può ancora sperare, senza arrendersi mai, che si avverino le parole del magistrato Giovanni Falcone, ucciso a Palermo proprio mentre ricercava la verità sull’organizzazione:

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

 

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