Il 22 ottobre 1962 lo scontro Usa-Urss raggiunge il punto più acuto con la crisi dei missili di Cuba: Kennedy annuncia il blocco navale e il mondo trema.

Un rapporto storicamente difficile quello tra Cuba e gli Stati Uniti d’America. Era infatti il 1959 quando a Cuba prendeva forma la rivoluzione castrista e, con questa, l’inizio del declino dei rapporti con la potenza a stelle e strisce. Una Guerra Fredda destinata a durare per anni (e non ancora del tutto superata). Dopo il tentativo statunitense di rovesciare Castro, quello di invasione della Baia dei Porci e l’ampliamento delle restrizioni commerciali già imposte da Eisenhower, il 22 ottobre 1962 rappresenta una delle date più significative per la storia di Cuba, profondamente inserita – per scelte e strategie – nella contrapposizione Usa-Urss di quegli anni.

In considerazione del deterioramento dei rapporti con gli Usa e della prossimità geografica con la superpotenza che aveva tentando di invaderla, l’avvicinamento con l’Unione Sovietica sembrò a Cuba l’unica soluzione. Tanto più che l’Urss si impegnò da subito nel difendere, dal nemico giurato occidentale, il nuovo stato comunista al largo della Florida. La crisi dei missili si concretizza la sera del 22 ottobre 1962, alle ore 19, quando il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronuncia il discorso in cui annuncia il blocco navale intorno all’isola caraibica. La durezza della decisione proveniente da Washington è evidente: chiunque tenti di forzare il blocco verrà fermato, anche a costo di usare le armi.

La decisione, resa effettiva a partire dal 24 ottobre dello stesso anno, giunge in risposta all’avvistamento di missili nucleari da parte di un U-2 americano che il 14 ottobre sorvolava Cuba. Di fronte alla possibilità di diventare bersaglio del fronte comunista, gli Stati Uniti non considerano il riarmo di Cuba come una diretta reazione alla precedente installazione americana di basi missilistiche in Italia e in Turchia. Così, dopo giorni di accertamenti e valutazioni, il Presidente divulga l’informazione rimasta segreta fino ad allora. Da quel momento viene dichiarata scontata la presenza dell’Unione Sovietica dietro un eventuale attacco missilistico proveniente da Cuba. Di qui la scelta della quarantena navale in cui circoscrivere il territorio cubano, rendendo di fatto impossibile un nuovo carico di materiale bellico.

crisi missili cuba kennedy-kruscevLa crisi durò 13 giorni; 13 giorni di tensione in cui il mondo tremò all’idea dello scoppio di una nuova guerra mondiale. Il pericolo di un conflitto nucleare senza precedenti rientrò, anche a seguito dell’intervento del Papa, Giovanni XXIII, il quale il 25 ottobre lanciò un messaggio di pace rivolto ai due blocchi contrapposti. Chruscev e Kennedy si accordarono sullo smantellamento delle rispettive basi missilistiche: Cuba si impegnava a rimuovere i missili dal suo territorio come gli Stati Uniti quelli in Italia e in Turchia.

Sono passati più di 50 anni dalla crisi missilistica; 50 anni in cui poche cose sono cambiate e pochi equilibri sono stati ristabiliti. Se la stretta di mano tra Raul Castro e il Presidente Obama sembrava solo un piccolo passo per il riavvicinamento delle due nemiche storiche, le successive dichiarazioni dei due leader sulla possibilità di riprendere il dialogo hanno iniziato a dare nuove forme ad un quadro ancora fin troppo freddo.

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