Pelè è definito il calciatore del secolo alla fine degli anni ’90 da chiunque abbia visto una partita di calcio.

Scoperto a 15 anni da Waldemar de Brito, si distinse subito per le sue qualità che tutt’oggi risultano essere le virtù che ogni campione sportivo deve avere: non solo classe e abilità ma a conquistare i suoi fan fu soprattutto la capacità di divertirsi giocando a calcio.

Di gol ne ha fatti parecchi, più di mille in carriera,  con la maglia del Santos risultano 617 anche se  per alcuni sono 619 e, pur trattandosi del campionato brasiliano, rimane un numero davvero significativo che, oggi, non sembra nemmeno alla portata di fenomeni come Cristiano Ronaldo e Leo Messi che, probabilmente entro la fine della loro carriera, arriveranno “solo” intorno a quota 500 gol fatti nei campionati professionistici.

Pelè non giocò mai in Europa, a fine carriera, nel 1975, dopo aver vinto e stravinto anche con la nazionale brasiliana dando persino un dispiacere in finale all’Italia nel ’70, andò a giocare qualche anno nel New York Cosmos, squadra americana, col preciso compito di sponsorizzare il calcio dove ancora non si era diffuso. Riuscì nell’impresa e nel 2010, venne nominato presidente onorario del New York Cosmos, ennesimo riconoscimento conferitogli grazie al suo amore per il gioco del calcio.

Non esiste al mondo un quotidiano, una rivista, una Tv che non abbia parlato almeno una volta delle magie di Pelè dedicandogli documentari, francobolli, articoli e servizi di ogni genere. Persino Topolino, circa 20 anni fa, nel racconto dei Mondiali di calcio, gli dedicò qualche striscia disegnando le prodezze con le quali Pelè deliziò chiunque lo vedesse giocare (curiosità: la “telecronaca” di quelle strisce fu affidata a Pippo, anche lui ovviamente fan sfegatato di Pelè).

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Pelè si è occupato di terzo settore e vita sociale, partecipando attivamente all’educazione dei giovani, cercando di formarli in modo adeguato ed educarli al rispetto per se stessi e verso gli altri.

Ad oggi, nonostante il suo enorme patrimonio, risulta iscritto alla previdenza brasiliana, dopo tutto Pelè ha sempre cercato di passare per uno come tanti facendo dell’umiltà un valore assoluto, l’importante è non dirgli che Maradona sia stato migliore di lui, potrebbe offendersi ed essere poco cortese, del resto è un vincente e come tutti i vincenti mal sopporta arrivare secondo tant’è che l’Elettronic Arts, madre del famoso videogioco Fifa 2016, ha scelto proprio lui come testimonial del primo trailer, presentato all’Electronic Entertainment Expo 2015 di Los Angeles lo scorso giugno, con buona pace di Messi, Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e…Maradona.

Buon compleanno, ‘O Rey, Pantera Nera, “Dio del calcio” come lo definì il Sunday Time o, semplicemente, Edson Arantes do Nascimento detto Pelè.

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