“Less is more” è il concetto ispiratore da sempre del marchio newyorkese Calvin Klein che si pone come obiettivo la ricerca della purezza delle linee. Fondato nel 1968 da Calvin Klein insieme all’amico Barry Schwartz, è sinonimo di stile casual e metropolitano in cui si legge il suo american soul.

Calvin Richard Klein nasce il 19 novembre 1942 a New York, figlio di ungheresi ebrei. Dopo aver imparato le prime nozioni di sartoria in qualità di autodidatta, frequenta la Scuola d’Arte e di Design e il celebre Fashion Institute of Technology di New York dove non ottiene la laurea, ma conseguirà un dottorato ad honorem nel 2003. Inizia a lavorare come stilista nel 1962, facendo praticantato per cinque anni in diverse boutique della metropoli, compreso l’atelier di Dan Millstein.

Calvin KleinNel frattempo sposa Jayne Centre, che gli darà una figlia, Marci, da cui divorzia nel 1974. Poco dopo, fonda la sua compagnia e grazie alla protezione di Baron de Gunzburg diventa famoso sulla scena nazionale e internazionale, complice il lancio della sua collezione di cappotti femminili. Negli anni ‘70 inizia a prevalere una visione più pratica della moda: designer come Giorgio Armani, Calvin Klein, Ralph Lauren o Halston iniziano a creare uno stile lineare, discreto e sofisticato, abbandonando i codici estetici dei decenni precedenti. In quegli anni dà vita alla famosa linea di jeans attillati, che vengono pubblicizzati da una promettente e non ancora adolescente Brooke Shields.

Nel 1987 si sposa nuovamente, questa volta con una dipendente di Calvin Klein Inc., Kelly Rector. Divorzierà anche da lei, nel 2006. In seguito, inizia una relazione con Nick Gruber, dal quale si separa nell’aprile del 2012 quando il giovane toy boy entra in riabilitazione.

nasce Calvin Klein
Klein non è l’unico stilista cresciuto nella comunità del Bronx di immigrati ebrei: tra gli altri ricordiamo Ralph Lauren e Robert Denning. La sua moda da sempre punta sulla semplicità minimalista. I suoi outfits coniugano giacche, blazer e camicie dai colori neutri con pantaloni unisex larghi, ma si configura come rivoluzionaria. Il rivoluzionario “ritorno al basico”, tipico degli anni 90, è identificabile con le semplici sottovesti in cotone di Klein. Linee pure, tendenza al bianco asettico o alle palette neutre di grigio, nero e beige. Candide visioni, quasi ottenebranti, per abiti senza spalline con chiusura a portafoglio o fruscianti vesti di seta appoggiate delicatamente al corpo. Blazer attillati dalle spalle quadrate, morbide bluse. Un concetto di nuovo lusso americano, che declina una portabilità dolce e discreta in un look femminile elegante ma pratico, con una vestibilità adatta al giorno.

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