Il movimento della Settima Arte e la prima proiezione dei fratelli Lumière. Come il cinema approdò nello spettacolo.

Il 28 dicembre 1895 presso il Grand Café sul Boulevard des Capucines, venne proiettato il primo film dei fratelli Lumière (Auguste Marie Louis Nicolas e Louis Jean Lumière), L’uscita dalle officine Lumière (La Sortie de l’usine Lumière).

Georges Sadoul a tal proposito disse: «il primo film di Louis Lumière – quasi una pellicola pubblicitaria – fu proiettato al pubblico nel corso di una conferenza sullo sviluppo dell’industria fotografica in Francia. Le operaie in ampie gonne e con grossi cappelli piumati, gli operai che spingono le biciclette, danno oggi a questa semplice sfilata un fascino ingenuo. Dopo i dipendenti ecco apparire i padroni in una carrozza tirata da due cavalli, quindi il portiere che richiude le porte».

In quella prima proiezione in sala, davanti a un pubblico pagante, di un pellicola stampata i fratelli Lumière mostrarono per la prima volta il “cinematorgrafo”. La Sortie de l’usine Lumière è considerato il primo film della storia della cinematografia, ma uno dei più famosi cortometraggi è il successivo L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat (L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat). Così lo descrisse Gianni Rondolino in Manuale di storia del cinema: «in Arrivée d’un train à La Ciotat vediamo giungere dal fondo dello schermo una locomotiva che si ferma in primo piano, sul lato sinistro dell’inquadratura, ripresa diagonalmente, in modo da consentire la vista, in prospettiva, dei vagoni. […] Il movimento dei personaggi e quello, iniziale, della locomotiva, determinano lo spazio scenico e il tempo dell’azione. Si ha la riproduzione di una scena di vita quotidiana e, al tempo stesso, la narrazione di un fatto, la sua drammatizzazione in termini di spettacolo».

Da tale evento si può iniziare a parlare di cinema, ossia di una serie di fotografie proiettate in rapida successione. Qualche anno prima, nel 1878, il fotografo Muybridge aveva scomposto il movimento fotografando un cavallo al galoppo.

«Le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo» (Degas Danse Dessin, Paul Valéry, 1938).
Ciò che identifica il cinema dei Lumière sono le cosiddette “vedute animate”, cioè brevi scene (circa cinquanta secondi) realistiche prese dal vero. Lo spettatore restava affascinato dal fatto di trasformarsi in un testimone del movimento in sé e nello scoprire luoghi lontani. Un voyeur, colui che osserva senza ricambio di sguardo.

A cura di Lorenzo Polenta.

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