“La Riforma che vorremmo”: metamorfosi del Terzo Settore

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riforma terzo settore

Giovedì 14 Gennaio, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma, si è tenuto un importante confronto con membri del governo e del Parlamento sulla riforma che riguarda il Terzo Settore e che ha visto coinvolte nel dibattito diverse associazioni.

“Il Terzo Settore è composto da cittadini attivi che si danno forma strutturata associandosi per concorrere al perseguimento del bene comune”.

Questa la definizione che ha aperto i lavori del confronto riguardanti la riformulazione e riorganizzazione della Riforma del Terzo Settore e che ha avuto luogo, grazie alla cooperazione del Forum Terzo Settore, nella Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma giovedì 14 Gennaio.

La discussione ha visto l’attiva partecipazione non solo di numerose associazioni Onlus quali Ancescao, Anpas, Avis, ma anche di membri del governo come il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Luigi Bobba e il Relatore al Senato Stefano Lepri. Questi ultimi hanno tenuto a chiarire la revisione di alcuni punti del testo presentato in Parlamento, oltre a ricordare i codici di mutualità e scambio, elementi costitutivi del mondo del Terzo Settore.

Durante lo svolgimento della conferenza entrambi i relatori Vincenzo Costa, Presidente Nazionale dell’Auser, e Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, si sono trovati concordi nel constatare come sia questo un momento particolarmente cruciale per ciò che riguarda la Riforma del Terzo Settore. Perciò diventa necessario promuovere l‘aggregazione di cittadini attivi all’interno di un cerchio di trasparenza e valorizzare l’impegno solidaristico volontario, confermando il principio di libertà associativa.

Si è ribadito poi, all’unanimità, il mantenimento e ancor più il riconoscimento delle reti di secondo livello, le quali sono protagoniste in prima linea giorno dopo giorno, al fine di garantire la migliore assistenza possibile, insieme ad una semplificazione delle normative che regolano i rapporti tra le associazioni e terzi o enti pubblici.

Ma nello specifico, in cosa consiste la riforma del Terzo Settore? Quali cambiamenti e novità gioca nel quotidiano delle singole associazioni?

Per quanto riguarda il Servizio Civile, la discussione in Senato si è concentrata su alcuni argomenti: una miglior definizione di Servizio Civile, il coinvolgimento dei giovani stranieri e l’ampliamento dell’attività all’estero.

confronto riforma Terzo Settore

Tra gli aspetti ancora aperti nella dinamica del testo rimane comunque cruciale la revisione del Codice Civile, in particolare per ciò che riguarda l’autofinanziamento, forma di sostentamento principale dell’associazionismo del paese, che ne garantisce l’autonomia e delinea il rapporto fiduciario costante con soci e cittadini appartenenti alle comunità locali.

Altro punto cardine nell’ambito della riforma, oltre alla regolamentazione dei rapporti con le pubbliche amministrazioni, è la valorizzazione dell’associazionismo e delle loro reti, attraverso un adeguamento delle forme per sostenere e favorire il volontariato, coadiuvato allo smantellamento di abusi che mascherino forme di remunerazione.

Ultimi nodi non sciolti del documento rimangono l’importante riorganizzazione dei Centri di Servizio, il trattamento fiscale e la rappresentanza del Terzo Settore, tema piuttosto complesso e sempre dinamico ai cambiamenti, pur essendo contrario al rischio di modelli neocorporativi.

Evoluzione ed aggregazione: il Terzo Settore quindi come metafora della metamorfosi della società, del cambiamento che parte “dal basso”  per coinvolgere l’intera comunità.

 

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