Oggi 27 Gennaio, nel 71° anniversario della giornata della memoria, per ricordare le numerose vittime dell’olocausto la capitale si mobilita promuovendo una serie di importanti iniziative. Di seguito una panoramica dei maggiori eventi che coinvolgono Roma.
Ricordare per non cancellare: usare quindi il potere evocativo della memoria con l’aiuto di arte e parola per far emergere dal fondo un dolore collettivo; è proprio questo il valore che assume il Giorno della memoria e, particolarmente in questo 71° anniversario, la città di Roma decide di rendersi partecipe di un pezzo di storia grazie ad una serie di emozionanti iniziative promosse dal Governo: qui di seguito una breve rassegna dei maggiori eventi che coinvolgono la capitale.
Alle ore 16:00 viene inaugurata la mostra su Anna Frank presso la Casina dei Vallati (nuova sede della fondazione Museo della Shoah) la quale proseguirà per due settimane. L’esposizione in questione illustra il tema della persecuzione ebraica durante la Seconda Guerra Mondiale ripercorrendo la biografia di Anna Frank, grazie al supporto di fotografie (in gran parte inedite), immagini e citazioni dalle pagine del suo diario.
Il percorso ha un andamento cronologico: nello specifico, la prima parte copre l’intero arco di vita di Anne, quindi dal 1929 al 1945, mentre gli ultimi pannelli si riferiscono al ritorno dell’unico superstite della famiglia, Otto, fino ad un breve accenno alle più recenti violazioni dei diritti umani nel mondo.
Allungando lo sguardo in avanti, il 7 Febbraio il Teatro Eliseo decide di ospitare lo spettacolo di danza “Ghetto”; la performance, premiata con uno dei più importanti riconoscimenti per le Performing Arts dalla European Association for Jewish Culture a Londra, oggi viene riproposta in occasione del Giorno della memoria, nell’anno in cui si celebra il cinquecentesimo anniversario del Ghetto di Venezia, il più antico d’Europa.
Lo spettacolo vuole dare una personale interpretazione del “ghetto” da parte degli artisti, non solo come simbolo ed espressione di energia fisica e mentale, ma anche come evocazione dell’atmosfera culturale, psicologica e umana di chi viene connotato come diverso. L’evento, ideato e realizzato dal Maestro Mario Piazza, è promosso dalla Comunità Ebraica di Roma, oltre ad essere patrocinato e sostenuto dalla Fondazione Museo della Shoah.
Per concludere, nella giornata odierna, La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea si rende partecipe dell’evento “La Shoah dell’arte”, promosso da ECAD e ideato da Vittorio Pavoncello, che coinvolgerà contemporaneamente circa trenta musei, alcune gallerie e più di venti teatri d’Italia; un progetto museologico e teatrale con mostre, conferenze e spettacoli con l’intento di mettere la Shoah al centro della vita artistica del Paese, attraverso l’utilizzo di varie opere d’arte. La giornata si apre alle ore 10 con una tavola rotonda sul tema della memoria e proseguirà dalle 16 con una conferenza e un concerto-spettacolo dedicato al Tango Yiddish.
Se perciò è possibile far riemergere il ricordo della sofferenza, ciò lo si deve non solo alla memoria, ma soprattutto all’arte, che “non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

