Caterina Gramaglia: White Room e Lacrime di Giulietta

Caterina Gramaglia saltella sul dipinto di sé e della propria musa, Giulietta Masina, al Teatro Studio Uno dal 4 al 7 Febbraio.

E no, non si tratta della canzone dei Cream; “The White Room” è uno dei tre atti unici, insieme a “Le Lacrime di Giulietta”, appartenente alla trilogia della memoria di Giulietta Masina. Creato a vent’anni dalla sua scomparsa, lo spettacolo vinse il premio “Special Off” nel 2013 per il Roma Fringe Festival.

Un ventaglio giapponese, dei costumi e una voce riempiono il candore fatiscente della stanza bianca che si erge di fronte al pubblico. In realtà, esiste solo lei, Caterina Gramaglia, sul palcoscenico; gioca con la propria forma divenendo esseri androgini, attrici confuse dai capricci ingombranti o semplici proiezioni alle proprie spalle; divora la quarta parete, quasi mai in punta di piedi.

Ci si sente sputati al centro di un flusso di coscienza sconosciuto, in un sogno altrui a leggere manuali d’istruzione in Sanscrito per disinnescare una bomba ad orologeria. Scivolano via molti sorrisi, della stessa natura di quelli indossati in modo maldestro durante la cena per conoscere i propri suoceri.

Lo sguardo spaesato del pubblico, tuttavia, non tarda a brillare di nostalgia non appena il secondo atto unico intesse il ricordo di Giulietta Masina. I due atti appaiono come due innamorati in lite tra loro che non riescono a salutarsi; costa un’enorme fatica e sensibilità, infatti, riuscire a trovare il sottile filo rosso che li possa legare.

La compianta moglie di Federico Fellini, nonché il suo Oscar alla carriera, scioglie la propria vita con le labbra dell’energica attrice che vibra raccontando delle gelosie, dei lutti e della semplicità di Giulietta.

Le musiche del cantautore brasiliano Caetano Veloso permeano lo spettacolo, anche grazie alla chitarra di Ennio Speranza, ma la voce di Caterina è pronta a renderle preghiere intonate in nome ed in compagnia dell’eterna bambina, dell’amore felliniano.

La scena si illumina non solo della figura della dolce donna ma anche di tutte le altre esistenze che è riuscita ad interpretare. Ed ecco che, in tutta la sua piccola maestosità, ritorna viva Gelsomina, il dolce “clown”, protagonista insieme ad Anthony Quinn dell’eterna pellicola “La strada” di Fellini.
La regista ed interprete Caterina, infine, saluta commossa il pubblico con un fiore ed una smorfia, ricambiata.

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