The Other Side of The Ink, è l’ultima frontiera del tatuaggio. Ornamentale, bianco e nero, realistico, tribale, old school, water color, lettering: le tipologie seguono la tradizione, ma in chiave reinterpretata e rinnovata.
E’ tattoo mania, un mercato in continua evoluzione, legato a doppio filo al mondo del fashion e del visual design.
Da sempre appartenuto ad un sottobosco fatto di marinai, prostitute, malviventi, negli ultimi decenni, invece, la cultura del tattoo è stata sdoganata, e il tatuaggio è diventato universale e trasversale a tutte le classi sociali.
Dal polinesiano “tatau” che, letteralmente, significa marchiare, battere – ad evocare il picchiettio del legnetto sull’ago che buca la pelle, tecnica antica che ancora oggi qualcuno pratica – l’arte del tatuaggio ha origini molto antiche.
Diffusa l’usanza, tra popolazioni di religioni differenti, di tatuarsi simboli religiosi per garantirsi una sepoltura in terra consacrata. Mentre invece venivano tatuati per infamia, i disertori, i prigionieri e gli schiavi.
Il tatuaggio moderno occidentale nasce all’epoca dell’esploratore James Cook: i marinai si facevano tatuare durante i loro viaggi in oriente, e una volta apprese le tecniche, si tatuavano a vicenda fino a che, nel giro di pochi anni, in tutti i grandi porti europei ed americani si poteva trovare un tattoo shop. Nonostante i divieti che si sono alternati nel corso del tempo, sanciti persino da bolle papali, questa pratica non scomparve ma anzi sopravvisse, spesso in clandestinità. Fino ad arrivare ai giorni nostri.
La convention The Other Side of The Ink è dunque l’ultima frontiera del tatuaggio.
Un evento tutto al femminile, organizzata negli spazi espositivi dello Sheraton Roma Hotel dell’Eur, che per due giorni, il 5 e il 6 marzo, ospiterà le più grandi tatuatrici del panorama internazionale.
The Other Side of The Ink è un grande laboratorio di 2.500 metri quadri dove fan del tatuaggio e semplici curiosi potranno assistere alla realizzazione dei lavori dal vivo delle tatuatrici, pronte a lasciare un segno indelebile sui corpi di chi vorrà godere di questa incredibile occasione, tra fantasie cromatiche inedite e forme piene di estro.
Da Yuliya Volpe dello Studio Yorick alla spagnola Davinia Do Santo di Art Factory Tattoo, a Silvia Amantea per Arte Vibrante, Livia Nati e Francesca Bonetti per Core Latino, Paula Alarcon per Cutter Cat, Greta Pisotti de La Tattoeria, Zel Hand di Oink Farm, Giulia Bongiovanni per Ultimi Romantici; e ancora Mara Yuma di Bloody Business, Gaia Zeta di Timeless Tattoo, Teba Barracuda di Don’t Tell Mama, Loren Quénard-Garnier di Eternal-Ink, Grazia Derenzo di Lilith Divine, Simona Gallione di Tilly Tattoo e Julie per Isso Tattoo, vedremo le signore del tatuaggio alle prese con ago e inchiostro. Ma non solo.
Anche quest’anno la kermesse, la cui direzione artistica è affidata a Betty Soares, offre ai visitatori degli eventi paralleli legati al mondo dell’arte. “L’inizio della percezione dell’esistenza, è l’inizio della conoscenza” è la mostra della giovane artista romana Ranya Art, che raccoglie istallazioni e quadri realizzati principalmente con materiali di riciclo e acrilici, vernici mixati, creazioni di volti e mani in gesso, argilla e varie paste modellabili.
Ritmo serrato anche per gli spettacoli collaterali che arricchiranno il programma delle due giornate di The Other Side of The Ink. Presentati da Miss VampFire, saliranno sul palco Red Lily alias Beatrice Giugliano, performer di bondage, un gruppo di ballerine, l’incantatore di serpenti Python man, la contorsionista Irene Croce, la fire performer Grace K, Kato Cork in un’esibizione di acrobatica e freestyle, e la bellissima Tiger Orchid.
Non mancheranno anche quest’anno i Tattoo Contest Categories per cui, oltre alla premiazione dei migliori lavori eseguiti durante la convention nella categoria Best of The Day, saranno premiati i vincitori del Best Tribal, Best Dotwork, Best Ornamental, Best Color, Best Realistic, Best Traditional, Best Portrait, Best Japanese, Best Black’n’Gray e Best of the Show.



