Gucci, modelli troppo magri nel nuovo spot

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Gucci, modelli troppo magri nel nuovo spot

Gucci Cruise 2016, la collezione anticipata da un video pubblicitario, fa discutere. Non per la bellezza o meno degli abiti, ma per l’eccessiva magrezza dei modelli scelti.

Gucci, la nota casa di moda fiorentina, compie un vero e proprio scivolone su quella che è una tematica scottante e fin troppo blasonata nel mondo della moda, la questione magrezza.

Cerchiamo di capire il contesto. Quella che Alessandro Michele, il nuovo art director del marchio italiano, voleva realizzare con Gucci Cruise 2016, era una collezione fresca, che inneggiasse all’effervescente e spumeggiante mondo degli anni ’70. Cenni retrò, colori quasi sporcati di vintage, tagli asimmetrici, fantasie a non finire e abbinamenti di colori inusuali. Se rimaniamo su questi elementi sartoriali e modaioli, ci siamo. Il problema è come questi vengono presentati.

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Fotogramma dal Video “Gucci Cruise 2016”

Lo spot girato da Glen Luchford ha come location una villa fiorentina pittoresca, con un leggero gusto decadente: lampadari, quadri e mobili ne sono un esempio, ma non scherzano neanche i personaggi. I ragazzi, infatti, ballano, ma più che assumere pose sinuose sembrano degli ologrammi che tentano di trovare una forma solida e corporea. Sembrano emaciati, pallidi, con occhi cerchiati e stanchi. Fisici minuti, eccessivamente magri, al limite di quell’estremo confine segnato dall’anoressia. No, non si vuol essere tragici o disfattisti. Si tratta di salute, si tratta di dare un’immagine sana che sia da esempio per tutti i fan della casa di moda Gucci, soprattutto per le fasce di età più piccole.

Per questo la Gran Bretagna ha considerato il video “irresponsabile” e lo ha bandito e censurato.  L’accusa è mossa dall’Asa, l’Advertising Standards Authority, ossia l’autorità inglese che monitora lo standard delle campagne pubblicitarie. La Top Model sulla quale si discute maggiormente è la statunitense Avery Blanchard, 16 anni, uno dei volti emergenti della IMG Models, e già molto richiesta sulle passerelle delle maison più blasonate come Christopher Kane, Prada, Fendi, Jil Sander, Coach e Tommy Hilfiger.

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Avery Blanchard, 16 anni. Modella al centro delle polemiche.

Questo giusto per farci capire quanto il “magro” venda nel mondo della moda e quanto pochi si curino di far trasparire dalle loro collezioni, che siano presentate al pubblico in passerella o con uno spot pubblicitario, un’immagine di una donna sana, che si sente bella nel suo corpo, femminile e perché no? anche con qualche piccolo difetto.

Gucci si difende dalle accuse dell’ASA dicendo che il video era diretto ad  pubblico “più adulto e sofisticato” come quello del quotidiano britannico e che le modelle avevano sì una “corporatura magra” ma che non erano “magre in modo malato”.

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Fotogramma Video “Gucci Cruise 2016”

Strano, poiché abbiamo il dubbio che se avesse tirato una folata di vento dall’enorme finestra del salone della villa fiorentina, i modelli-ologrammi sarebbero tutti volati come in un quadro degno del surrealismo del primo Novecento.

Un altro marchio sotto il mirino della polemica “troppo magra” è Yves Saint Laurent che per le pre-collezioni a Parigi, presentate a marzo 2016, è ricascato nel già precedente errore di utilizzare mannequin troppo magre. La collezioni risulta orrida poiché indossata da donne emaciate, con gambe talmente sottili che la preoccupazione maggiore è se ce la faranno ad affrontare la passerella con quei tacchi altissimi. Su Twitter commentano “Quelle horreur , trop jeune et trop MAIGRE”.

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Modella Yves Saint Laurent. Sfilate di Parigi, marzo 2016.

La problematica del peso e della magrezza nel mondo della moda non può essere risolta con un battito di ciglia, ma certamente si può iniziare proponendo un nuovo ideale di bellezza, dando spazio a donne dal fisico longilineo sì, ma assolutamente sano e in salute. Paradossalmente, a colpire è più una ragazza serena, felice e consapevole del proprio corpo, piuttosto che una giovane con gli occhi cerchiati e le ossa che le spuntano fuori.

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Modella Yves Saint Laurent. Sfilate di Parigi, marzo 2016.

Davvero reputiamo bello tutto ciò? Davvero crediamo che un abito sia magnifico perché indossato da una modella che sembra vivere più allo stato aeriforme che solido? I canoni di bellezza li decidiamo noi e siamo i primi ad aver diritto a dire “NO!” a questo fenomeno.

Impariamo a scegliere.

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