L’Italia “green” all’Onu per il clima

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L’Italia non è mai stata così green. Oggi nella giornata della Terra, verrà siglato dall’ Italia a New York l’accordo sul Clima di Parigi, raggiunto lo scorso dicembre.

Ma cosa può proporre l’Italia in ambito di rinnovabili e come sfrutta le sue fonti pulite? 

Un momento importante, quello di oggi, per il belpaese che, in vista di questa firma, ha avuto la possibilità di incontrare i rappresentanti in tema ambientale di diversi paesi, fra cui Marocco, Perù, Messico e Lesoto, per creare nuove sinergie e sviluppare politiche sostenibili basate su efficienza energetica ed energia rinnovabile.

Per sottolineare l’importanza di questa firma, la Rappresentanza Permanente italiana presso l’Onu, ha organizzato una conferenza dal titolo “Combattere il cambiamento climatico: la diffusione delle tecnologie innovative italiane”.

Un incontro destinato a presentare di fronte a circa 120 paesi alcune eccellenze riguardanti l’high tech.

Nuove tecnologie per migliorare il clima

Enea con il suo laboratorio di robotica ha proposto alla comunità internazionale Venus Swarm, ovvero tanti robot sottomarini che traggono la loro progettazione dal comportamento dei pesci. L’obiettivo di questi droni è rilevare la temperatura e la salinità dei mari, monitorare le correnti e l’erosione delle coste, in una delle aree più fragili in Italia, la Laguna di Venezia.

Altra innovazione presentata in vista dell’appuntamento al Palazzo di Vetro è la nuova generazione di pannelli fotovoltaici messi a disposizione dell’Eni. Il loro funzionamento utilizza semiconduttori organici, che permettono di abbassare i costi, con un minor tempo per il ritorno dell’investimento.

Cosmo-SkyMed, insieme a Telespazio e Finmeccanica, ha proposto i suoi quattro satelliti che hanno il compito di controllare, in Brasile, il fenomeno della deforestazione della foresta amazzonica.

Fra gli altri anche Enel Green Power ha presentato il progetto della produzione energetica che si fonda sul potere di onde e maree nella zona di Pantelleria. La società elettrica aveve già fatto parlare di sè oltreconfine, dopo aver presentato in partnership con Stillwater il primo impianto ibrido rinnovabile in Nevada basato sull’integrazione di geotermico, solare termodinamico e fotovoltaico.

Parigi, un accordo e tante speranze

Tante tecnologie per influire positivamente sul cambiamento del clima, ma per rispettare gli accordi di Parigi il lavoro è lungo. I paesi riuniti nell’ultimo summit per il clima, hanno deciso di limitare l’innalzamento delle temperature sotto i due gradi, ovvero cercando di raggiungere preferibilmente un grado e mezzo. Questo vuol dire un drastico taglio delle emissioni di Co2 dall’atmosfera.

Secondo un articolo pubblicato sul sito di Nature, sarà necessario rimuovere fino a 600 miliardi di tonnellate di CO2, da qui al 2100, per rispettare le decisioni prese a Parigi. Senza questi tagli, prosegue l’articolo, ci sarà bisogno di tagli rapidi alle emissioni, con un’estrazione significativa della CO2 dall’atmosfera al ritmo di 20 miliardi di tonnellate all’anno, almeno per i prossimi quattro anni. Secondo lo scienziato Phil Williamson dell’università dell’East Anglia, autore dell’articolo, per diminuire le emissioni di anidride carbonica si potrebbero piantare alberi su larga scala, far crescere il fitoplancton negli oceani, trattare le nuvole per creare una pioggia alcalina che reagisce con l’anidride carbonica. Ma lo stesso scienziato avverte che ogni cambiamento sull’ecosistema ha sempre delle ripercussioni.

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Ma l’Italia come combatte la sua battaglia per il clima?

Per la giornata della Terra la nostra penisola arriva con i suoi successi. L’Italia infatti ha conquistato il primato mondiale, 8% del totale del mix energetico, nel fotovoltaico. Oggi il 43% dell’energia consumata in Italia proviene da fonti rinnovabili, ovvero idroelettrico, fotovoltaico, eolico e geo-termico. Una cifra importante, se pensiamo che vale il doppio rispetto alle quota della Germania e tre volte la fetta francese. Secondo i dati Snapshot of Global PV Markets 2016 elaborati dal Photovoltaic Power System Programme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia  (IEA PVPS), la capacità produttiva mondiale del fotovoltaico nel 2015 è arrivata almeno a 227 GW, crescendo di 50 GW (gigawatt).

Cresce maggiormente la Cina, con 15,3 gigawatt in più nel 2015, seguita da Giappone con 11 GW , Usa  con 7 GW, Unione Europea con 7 GW e India con 2 GW. Il mercato globale dell’energia solare è concentrato in gran parte nella regione Asia-Pacifico, che da sola rappresenta il 59%.

I paesi che utilizzano di più il fotovoltaico sono Italia, Grecia e Germania, a seguire  il Belgio e il Giappone (intorno al 4%). La Cina ha ancora una lunga strada davanti, considerato che ha raggiunto solo l’1% del suo fabbisogno coperto dal sole.

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