Ottantaquattro anni fa nasceva, ad Arezzo, Gianni Boncompagni uno degli autori più irriverenti e geniali del piccolo schermo.

Ambra Angiolini, Isabella Ferrari, Claudia Gerini, Alessia Merz, Laura Freddi, Antonella Elia, Pamela Petrarolo, Miriana Trevisan, Nicole Grimaudo, Antonella Mosetti, sono solo alcuni dei nomi scoperti dal più poliedrico e prolifico autore della televisione italiana, Gianni Boncompagni che compie oggi ottantaquattro anni.

Nato ad Arezzo nel 1932 si trasferisce in Svezia all’età di diciotto anni dove intraprende la carriera radiofonica dopo essersi diplomato all’Accademia svedese di grafica e fotografia. Nel 1964 fa ritorno in Italia, vince il concorso in Rai per programmatore di musica leggera e insieme a Renzo Arbore da vita a programmi che fanno la storia della radio italiana, “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento”, determinanti soprattutto per la diffusione in Italia della musica beat. Inizia così la scalata al successo di un personaggio tanto irriverente quanto geniale.

La consacrazione televisiva arriva per Gianni Boncompagni con la trasmissione Pronto, Raffaella?” di cui è autore e regista e attraverso il quale lancia quella che sarà una delle più grandi showgirl italiane di sempre, Raffaella Carrà; sulla scia dell’intrattenimento nel 1985 arriva “Pronto chi gioca?” un altro successo ed un’altra scoperta, Enrica Bonaccorti.

È fuori dubbio, però che il nome di Boncompagni sia legato in maniera indissolubile a “Non è la Rai”, la prima trasmissione di intrattenimento a frequenza quotidiana, diventata un vero e proprio programma simbolo degli anni 90. Questo varietà si componeva di balletti, canzoni, giochi telefonici e a condurlo era un nutrito gruppo di adolescenti che nel giro di poche puntate sono diventate le beniamine di tante ragazzine.  “Da Mediaset all’inizio mi ammollarono Bonolis che aveva già il contratto, ma io lo detestavo allora come lo detesto oggi”, racconta Boncompagni: “Non gli feci fare niente e dopo un anno misi Ambra al posto suo, con gli auricolari. Tutti credevano che io suggerissi le battute, invece le dicevo delle cose tremende, irriferibili, e lei doveva fare finta di nulla”. Un vero fenomeno quello di Non è la Rai testimoniato dal grande successo di pubblico ma anche dalle critiche che venivano continuamente scagliate sull’autore, addirittura il brano “Delusa” di Vasco Rossi ha per oggetto la trasmissione e la sua protagonistaE si che il gioco è bello così solo guardare però quel Boncompagni lì secondo me”.

Ma Boncompagni non è solo radio e televisione, è anche l’autore di alcune delle canzoni italiane più famose: “Ragazzo triste” (Patty Pravo), “No” (Mina), “Non basta sai” (Renato Zero), “Tuca Tuca” (Raffaella Carrà), “Tanti Auguri” (Raffaella Carrà), solo per citarne alcune.

Da qualche anno Boncompagni vive lontano dal piccolo schermo ma la sua è stata una carriera straordinaria e l’eredità che ha lasciato alla televisione italiana è davvero gigantesca.

LASCIA UN COMMENTO