Chiodo giallo di Zara, perché è un caso virale?

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Chiodo giallo di Zara, come mai il concetto non ci sembra nuovo? Poiché questo capo incriminato è diventato il caso mediatico delle ultime settimane.

Chiodo giallo di Zara sì. Chiodo giallo di Zara no. E’ ormai evidente che il gioco della margheritina e dei suoi petali può essere allargato anche agli eventi social che ci intasano la Home di Facebook e di Instagram. Ma cerchiamo di analizzare per bene questa storia: Zara, il colosso spagnolo della Inditex, famoso ormai per le sue linee di pronto moda in tutto il mondo, decide di lanciare per la sua collezione Primavera/Estate 2016 un capo meglio noto come “Chiodo”, ovvero un particolare capo in pelle (ma in questo caso, sia chiaro, si parla di “similpelle” o forse di 100% poliestere) che per taglio e dettagli come chiusura laterale a zip, bottoncini silver e cintura in vita, viene definito da tempo immemore con questo appellativo. La grande (?) novità lanciata da Zara è stata quello di creare un chiodo giallo. Color senape? Color zafferano? Color evidenziatore Stabilo? Ma a chi importa, per il pubblico universale è il Chiodo Giallo.

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Chiodo Giallo di Zara, foto estrapolata da Instagram

Zara ne aveva lanciato anche uno in azzurro, ma pare che nessuno sia stato attratto da questa tonalità, perché appena sono state rese note le collezioni P/E del colosso spagnolo, tutte le fashion blogger erano già in fila per comprarne uno giallo. Tutti lo volevano, tutti lo indossavano, tutti lo amavano a tal punto da disprezzarlo. E poi abbiamo cominciato a vederlo ovunque. In metro vi era la signorina impettita con il chiodo giallo. Alle poste, la segretaria si infilava il suo chiodo giallo. Alla sagra di paese, tra pizza e porchetta, spuntava ancora lui. All’università, per le vie del centro, persino tua nonna si era comprata il chiodo giallo di Zara.

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Chiodo giallo di Zara, foto amatoriale

È poi è successo, qualche fashion blogger l’ha deciso, creare un sito tumblr chiamato Tipe col chiodo giallo di Zara. Benché l’intento era solo dare del “dozzinale” del “cheap” al capo incriminato di Zara e prendere in giro chi decideva di comprarsi un accessorio così blasonato e così accessibile a tutti, la scelta ha scatenato affascinanti processi di marketing. È risaputo che approfittare del trend del momento e arrivare nel giusto attimo in cui si sta per scatenare una polemica, è cosa buona e giusta, ma soprattutto è tremendamente social. E chissà quanti click le sedicenti fashion blogger hanno potuto contare sul loro tumblr…

Come ciliegina sulla torta ecco  Selvaggia Lucarelli postare una sua foto con il chiodo giallo, ed ecco scatenarsi la polemica accesa, come lei stessa sostiene: “Io mi compro il chiodo Zara perché posso scegliere.”

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Selvaggia Lucarelli posta sul suo profilo Facebook una foto che la immortala con il chiodo giallo di Zara

Insomma, sono fenomeni che prima accadevano in tv, ora si estendono a siti e social network, niente di nuovo. Certamente il Chiodo giallo di Zara è un chiodo come un’altro. Certamente quando una cosa la vogliono tutti, diventa prima fantastica e super accessibile, e poi maledettamente disprezzabile.

Che poi, siamo sicuri sicuri che non vi sia una precisa strategia di marketing dietro? Che lo zampino di Zara, dopo le ultime polemiche negative sulla collezione Undergender (senza genere), non voglia risollevare la sua immagine facendo parlare totalmente di altro?

Nel caso in cui questo fosse il reale motivo di un caso tanto virale, chapeau Zara!

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