L’Arte nel Cuore al Brancaccio per Sara

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L'arte nel Cuore

Giovedì 23 giugno alle 20.30, il teatro Brancaccio di Roma ospiterà lo spettacolo de L’Arte nel Cuore: “Zia Antonia, zio Peppino e la malafemmina”.

Interpretato dagli allievi diversamente abili e normodotati dell’Accademia L’ Arte nel Cuore Onlus, diretta da Daniela Alleruzzo, prosegue l’impegno dell’associazione contro il femminicidio con la dedica a Sara Di Pietrantonio, la giovane strangolata e bruciata dall’ex fidanzato.

La rappresentazione, che si ispira alla celebre commedia cinematografica interpretata dal principe della risata, Antonio De Curtis, e da Peppino De Filippo è arricchita, infatti, da un testo di denuncia e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

Sono milioni le donne che subiscono violenza nel nostro Paese e i dati Istat sull’argomento, purtroppo, non sono per nulla incoraggianti. Tutt’altro. Dall’inizio del 2016 ad oggi, infatti, ci sono stati oltre 46 femminicidi. Nella maggioranza dei casi l’assassino è un familiare o una persona con cui la vittima ha avuto una relazione. I dati dicono anche qualcosa di inquietante, che aumenta la gravità della violenza subita, e in particolare la quota di donne che riferiscono di aver temuto per la propria vita. Come a dire che la maggiore libertà femminile, scatena una reazione maschile più grave ed efferata. Il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale dal proprio partner, solo in Italia una donna uccisa ogni 2 giorni e mezzo, una strage silenziosa che non si arresta.

Nonostante il tema particolarmente delicato, l’adattamento dello spettacolo, realizzato da Emiliano De Martino, regista insieme a Marta Iacopini, ha lasciato intatta la storia originale, dando allo spettatore la possibilità di godere di momenti di musica, danza e sketch di un tempo passato ma sempre attuale.

ʺDopo avere portato in scena, Una pensione tutta pazza e O’ scarfalietto, L’ Arte nel Cuore – spiega la presidente Daniela Alleruzzocon Zia Antonia, zio Peppino e la malafemmina, termina un percorso didattico incentrato sulla commedia napoletana, il cui valore artistico è riconosciuto in tutto il mondo. In particolare, abbiamo voluto affidare allo spettacolo, la cui centralità ruota attorno alla figura della soubrette Marisa Florian, un messaggio importante di denuncia sociale contro gli stereotipi, per ribadire mai più violenza sulle donne”.

Le coreografie sono di Maria Isabel Rincon, Maria Isabel Galloni e Maria Luigia Meoli. La scenografia è di Pasquale Cosentino, i costumi di Annalisa Di Piero.

Madrine della serata, la speaker radiofonica Rosaria Renna e l’attrice Roberta Giarrusso.

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