Mafia Capitale: salvi 7000 dipendenti La Cascina

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mafia capitale: la cascina
Fonte foto: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Nuovi sviluppi nell’ambito del terremoto di Mafia Capitale che ha scosso Roma e molte realtà del Terzo Settore. Il Tribunale revoca la misura dell’Amministrazione Giudiziaria nei confronti del Gruppo La Cascina: salvi 7.000 posti di lavoro.

Le vicende di Mafia Capitale continuano ad esser sottoposte ad analisi, valutazioni e giudizi del Tribunale. A un anno e mezzo dal terremoto che ha fatto uscire allo scoperto le infiltrazioni mafiose nella Capitale e a pochi mesi dall’inizio del processo arrivano infatti nuove notizie.

Freschissimo l’annuncio della revoca, da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, della misura dell’Amministrazione Giudiziaria nei confronti del Gruppo La Cascina. La Cooperativa di Lavoro La Cascina rappresenta oggi, visto anche l’alto numero di aziende che ne fanno parte, una delle principali realtà manageriali con più di settemila dipendenti. Dipendenti che in seguito alla misura preventiva hanno temuto per il proprio futuro lavorativo. E la notizia, dunque, sembra esser buona soprattutto per loro.

L’attività di controllo e valutazione è stata portata avanti nell’arco di un anno.

Nei dodici mesi di lavoro l’amministrazione giudiziaria – composta da Claudia Capuano, Davide Franco e Paolo Lupi, nominati da Guglielmo Muntoni in qualità di Giudice Delegato – ha esaminato documenti, bilanci e commesse delle società destinatarie dei provvedimenti giudiziari.

Nell’udienza dello scorso 18 luglio sono stati quindi disposti la restituzione delle aziende ai soci e il rientro nelle funzioni dei preesistenti Consigli di amministrazione.

A conclusione della capillare attività di verifica svolta, è stata costatata “l’assenza di qualsiasi presupposto per la confisca” delle aziende e cooperative del Gruppo. Questo dichiara la stessa cooperativa in una nota, nella quale si parla anche quindi dei ben 7.000 posti di lavoro salvati.

Una bella notizia per i dipendenti che tornano ad avere la certezza di poter mantenere il proprio lavoro in un periodo spesso particolarmente difficile a livello professionale e una dimostrazione del fatto che, anche se un po’ meno sotto i riflettori, un terremoto come quello di Mafia Capitale ha bisogno di un tempo lungo ma necessario per valutare coinvolgimenti e dare risposte importanti.

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