Marta Marzotto la vita intensa della regina dei salotti

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Marta Marzotto si è spenta oggi all’età di 85 anni, figlia di un casellante e di una mondina. Moglie di Umberto Marzotto, musa e grande amore di Renato Guttuso, stilista e modella.

Marta Marzotto sembra avere più di 100 vite in una. Intraprende un percorso, lo interrompe, lo termina o cambia strada, ma rinasce dopo ogni sconfitta, pontificava dopo ogni vittoria. Il matrimonio con Umberto Marzotto la porta a diventare contessa, ad avere accesso ai segreti dell’industria tessile di Valdagno e, dulcis in fundo, dalla loro unione nascono 5 figli, Paola (la madre di Beatrice Borromeo), Vittorio Emanuele, Matteo, Maria Diamante e Annalisa, morta di fibrosi cistica nel 1989, ferita mai rimarginata per la Marzotto.

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Umberto e Marta Marzotto

Il primo filo si spezza, si apre la fase romana

Inevitabilmente il primo filo si spezza: finisce il matrimonio con il conte Umberto Marzotto, ma nonostante tutto, la donna continua a mantenere il suo cognome. Per avere il divorzio legale ci vorranno ancora degli anni, ma il loro rapporto ha ormai una frattura insanabile. Si apre un’altra fase, quella romana, segnata soprattutto dall’intesa sentimentale con Renato Guttuso. Lei è estasiata dal suo fascino e dalla sua arte. Il pittore la adora. E’ inebriato dal suo carisma e dal suo corpo, che ritrae più volte nei suoi quadri (anche se lei sostiene di non aver mai posato nuda per lui, eppure ogni minimo particolare sembra riportato con estrema precisione su tela).

L’incontro con Luigi Magri

Poi è la volta dell’incontro con Lucio Magri: l’esuberante pensatore rivoluzionario che era uscito dal partitone per fondare, con altri, Il Manifesto. I due si piacciono da morire e la loro tumultuosa liaison diventa di dominio pubblico. Ma queste storie, lasciano nel cuore di Marta un cumulo di polvere. La gelosia di Guttuso, l’egoismo di Magri la portano a concentrarsi su altro, su quella che è la sua natura.

Anni ’80, perdite e rinascite

Gli anni ’80 sono difficili, si chiudono le battaglie legali con il conte Marzotto dal quale ottiene definitivamente il divorzio, ma perde anche Renato Guttuso, che si spegne nel 1987. Decide, quindi, di rinascere con il suo attico a piazza di Spagna e il suo salotto culturale e mondano, dove si discorre di massimi sistemi, dove l’arte e le idee prendono vita, passano personaggi famosi, addirittura Andy Warhol. Marta Marzotto non disdegna neanche la tv e comincia a fare da opinionista presso programmi di rete privati: da qui l’idea di trasferire il suo salotto così poliedrico in tv, presso la rete locale romana “la Gbr”.

L’ultimo periodo e il suo lascito alle nuove generazioni

Nell’ultimo periodo della sua vita, è stata attorniata dall’amore dei 4 figli e dei numerosi nipoti che le sono stati accanto nei momenti difficili di una malattia che l’ha portata via piuttosto in fretta, ma che lei ha affrontato con la giusta serenità, la stessa che ha caratterizzato le sue numerose “rinascite”. Con l’avvento del web sono nate molte pagine social che  inneggiavano alla creazione di un salotto culturale “alla Marta Marzotto”. Insomma se vuoi fare il mecenate moderno, fra pittori, artisti e intellettuali, e non disdegni champagne e caviale, non puoi che ispirarti alla regina dei salotti italiani. Marta Marzotto.

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