Under: la grande musica di una “Piccola” Orchestra

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Under è il nome dell’inedito della Piccola Orchestra di Tor Pignattara: giovanissimi “immigrati di seconda generazione” che raccontano in musica le contraddizioni di una città (poco) cosmopolita.

Under è il titolo dell’ultimo singolo della Piccola Orchestra di Tor Pignattara. Una canzone che parla di razzismo, immigrazione, accettazione della diversità in un modo tutto nuovo; quello fatto di esperienze vissute in prima persona dagli stessi ragazzi che compongono il gruppo.

Under è infatti una canzone che nasce da un background ben specifico, quello di un gruppo di “immigrati di seconda generazione” tutti con un’età compresa tra i 13 e i 18 anni.

Under è un pezzo che mostra uno spaccato dei problemi che si trovano ancora a vivere a Roma gli “stranieri”, che a volte parlano romano e sono nati nel nostro stesso ospedale o a due passi da casa nostra. Quattro minuti nei quali la musica diventa la voce più forte in risposta alle contraddizioni che impregnano la quotidianità di una città cosmopolita nel volto ma ancora poco spesso nel cuore; e quale miglior arma da sferrare se non il rap come veicolo quasi spontaneo per la trasmissione di un messaggio contro il razzismo.

Under segue la scia dell’album “Stop! In the name of love” uscito lo scorso novembre e nel quale, a differenza della sofferenza di una relazione che si sta chiudendo raccontata dalle Supremes nel brano omonimo del 1965 che l’album riprende, si parla di un concetto di amore più ampio. Così come il messaggio racchiuso dal cuore in copertina formato da strumenti musicali, tanto diversi tra loro – per colore, forma e suoni – eppure estremamente armonici quando chiamati a suonare insieme.

La piccola Orchestra di Tor Pignattara

Immagini, musica e parole che raccontano tutte perfettamente la Piccola Orchestra di Tor Pignattara, un progetto dal grande valore sociale e culturale, che nasce in un quartiere romano periferico simbolo della multietnicità.

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara suona musica da ogni parte del mondo e canta in tante lingue diverse; è concepita come un laboratorio ed è, per sua natura, in continua evoluzione.

Al momento è costituita da piccoli grandi musicisti i cui genitori provengono da diversi paesi nel mondo (Italia, Polonia, Egitto, Senegal, Eritrea, Tunisia, Nigeria, Cuba, Argentina, Colombia, Filippine, Bangladesh, Cina, Guatemala): 14 paesi diversi in un’unica grande orchestra di “nuovi italiani”.

È così che si descrive un progetto nato nel 2012 da un’idea di Domenico Coduto (anche produttore) e seguito dalla direzione artistica di Pino Pecorelli, nome che rimanda alla più famosa Orchestra di Piazza Vittorio che molto sembra avvicinarsi allo stile e ai valori di quella “Piccola” – in quanto a nome ma non a qualità – di Tor Pignattara.

Un laboratorio allo stesso tempo sociale, musicale e culturale che valorizza le differenze, le esperienze personali e chiede ai giovanissimi che vi partecipano di dar loro una forma in musica. E i tre dischi all’attivo, oltre al messaggio particolarmente incisivo di Under, sembrano dimostrare la riuscita di questo luogo di incontro e crescita in un quartiere in cui la parola migrante sembra fuori luogo, superata dall’interculturalità reale che si respira anche solo passando per quel tratto di via Casilina dal quale si diramano tutte le arterie della “diversità”.

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