Riscoprire la libertà attraverso le “correnti”

In una Francia ancora spinta dallo spirito rivoluzionario del secolo precedente, nella seconda metà dell’800 la libertà di espressione irruppe nelle strade. Un gruppo di artisti contro corrente sovvertì gli schemi.

Claude Monet, Frédéric Bazille, Alfred Sisley maestri di Pierre-Auguste Renoir scelsero di rompere i dettami dell’Accademia dell’arte, per riscoprire la libertà di esprimersi grazie a una pittura diversa, nuova e libera.

Così nacque l’Impressionismo, un’arte che raccolse su tela le impressioni oggettive degli artisti sul mondo. Una movimento di pensiero innanzitutto, che diede voce a quegli attimi di vita vissuti nell’immediato. Renoir diventò uno dei massimi esponenti di questa corrente artistica. La sua arte, libera dalla censura, delineò con pennellate immortali luci e forme uniche nel loro colore. Questo artista, a differenza di altri impressionisti, liberò il suo stile, andando a dissolvere i contorni delle forme, per farle risplendere di una luce irriproducibile.

Il senso più profondo della libertà di espressione nella Francia impressionista si potette riassumere in un’opera di Renoir del 1873, emblema dell’Impressionismo. “Claude Monet che dipinge nel suo giardino di Argenteuil” fu un dipinto rilevante per capire la vera essenza dell’Impressionismo. Il soggetto del quadro, il maestro d’arte Claude Monet, venne riprodotto da Renoir nell’attimo in cui questi stava mettendo in pratica la tecnica pittorica per eccellenza dell’Impressionismo: dipingere “en plein air”. Osservando l’opera astraendosi, si desunse facilmente che anche Renoir fosse intento a dipingere all’aria aperta, vivendo appieno l’esperienza impressionista.

L’intero quadro è pervaso dal senso di pace di quel momento sospeso nell’hic et nunc. Un dipinto che in sé stesso riporta la profondità di un movimento artistico in cui Io, natura e il presente oggettivo sono un tutt’uno. La luce, che con la sua forza definisce il profilo delle abitazioni di campagna, si perde nei riflessi delle piante che a loro volta illuminano i fiori. Questa è un’opera che lascia dominare i colori.

Tuttavia la ricerca artistica non si pose confini e così continuò a modificare la propria natura, per trovare sempre il modo di identificarsi con il presente sia nell’anima sia nel corpo. L’Impressionismo, corrente artistica “valida” come tale nell’ora e nell’adesso, divenne nel futuro più prossimo incomprensibile per chi la viveva. Questa dovette così tramutarsi e permettere alla libertà di espressione di cambiare forma. In tal modo, in un procedere incessante verso una ricerca della propria identità, l’arte e quindi l’Impressionismo (in questo caso) lasciò il posto ad un altro movimento: l’Espressionismo.

Mettere a paragone questi due movimenti è una tendenza che ciclicamente la critica ripropone. Questo in quanto le due correnti sono strettamente connesse; l’una è figlia dell’altra. Di conseguenza, quando l’Europa dei primi del ‘900 sentì la necessità di guardare e scavare nella profondità dell’animo umano per ritrovare se stessa, nacque l’Espressionismo, manifestazione dei valori emozionali dell’individuo. In questo modo l’Espressionismo propose un’alternativa soggettiva della visione oggettiva dell’Impressionismo sul mondo. Dall’esperienza pittorica espressionista dei Fauves, si sviluppò così la ricerca della rappresentazione di una realtà filtrata dalle emozioni dell’Io. Henri-Matisse fu maestro in questo. La sua propensione verso uno studio profondo della voluttà del colore, lo portò alla creazione di opere pittoriche in cui questi espresse la sua realtà profondamente.

Il dipinto che maggiormente caratterizzò lo stile di Matisse fu “La stanza rossa” 1908-1909. Un’opera simbolo dell’espressione individuale di emozioni e sensazioni vissute dall’io.

In tal modo la vivacità del rosso di questo dipinto esprime, attraverso pennellate astratte e suggestive, il magnetismo di una gioiosa seduzione artistica. La luce interna della stanza dipinta è soffusa e serena. Nella complessità delle linee e dei colori, Matisse rappresenta in conformità ai principi fondamentali dell’Espressionismo il dinamismo simpatetico dell’azione raccontata.

In viaggio nell’arte a cavallo tra due secoli, si è potuto osservare attraverso due correnti pittoriche il cambiamento della libertà di espressione. Un diritto democratico che permette ad ognuno di trovare il modo più congeniale con cui esprimersi liberamente.

Tag

  • correnti artistiche
  • dipinti
  • espressionismo
  • fauves
  • Francia
  • impressionismo
  • libertà
  • libertà di espressione
  • matisse
  • monet
  • ottocento
  • renoir

Potrebbe interessarti: