Stella Jean, una collezione “multietnica” per Benetton

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Stella Jean, una delle più grandi promesse nel mondo della moda, crea una capsule collection per Benetton. Disponibile per tutti da dicembre.

Stella Jean, romana di origini creole, ha un curriculum prestigioso che nel corso di pochi anni, dopo la vittoria del Talents di Vogue “Who’s on next?” del 2011, si è arricchito di importanti collaborazioni (Giorgio Armani e il Victorian Albert Museum, sono fra questi).

About Stella Jean

Le collezioni della stilista, che vantano ora una linea donna, uomo, bambino, accessori e beachwear, sono alla ricerca di un connubio, di un continuo dialogo tra il vecchio e il nuovo, tra l’alta manifattura sartoriale italiana e l’eredità creola.

Multiculturalità. Una parola che sentiamo spesso e che è difficile riprodurre in forme e tessuti. Ma Stella Jean vi riesce, cercando di non negoziare mai con i duri canoni del fashion system a discapito dell’identità che contraddistingue uno stile.

I suoi capi parlano attraverso uno storytelling: c’è il racconto dietro un abito che parte da un viaggio interiore, lo stesso che la stilista, dato le sue origini multietniche, applica in ogni scelta sartoriale.

stella jean
Collezione Stella Jean
Stella Jean
Collezione Stella Jean

La capsule collection per Benetton

Abbiamo parlato di identità stilistica, di multiculturalità e anche di arditi accostamenti cromatici: è evidente che queste caratteristiche rappresentino il fil rouge che lega Stella Jean a United Colors of Benetton. La maison regina di maglieria e abiti casual ha scelto per una capsule collection una stilista capace di fondere cromie, stampe ed impegno etico nelle sue collezioni.

Così parla Stella Jean della collaborazione con Benetton, i cui abiti saranno disponibili a dicembre in tutti gli store: “Maglieria, colore e gli accessori prodotti dagli artigiani locali di Haiti e dell’Etiopia sono i capisaldi della capsule sulla quale abbiamo lavorato (…)  i filati misti cachemire e mohair, la palette spaziano dall’arancio e il blu notte al verde militare e bordeaux (…) Gli outfit ispirati ai Navajo Yei raccontano uno stato di multiculturalità applicata, fatta di condivisione e arricchimento culturale e umano.

Sosteniamo e promuoviamo il nostro territorio insieme all’incontro con le tradizioni artigianali del mondo in una prospettiva di dialogo in cui la moda si fa strumento e traduttore universale. Rami e radici della nostra storia, della nostra responsabilità, e rami che aspirino all’alto e all’altro sono i due motori di questo pensiero”.

Moda e impegno etico

La collezione United Colors of Benetton by Stella Jean è stata prodotta da artigiani provenienti dall’Etiopia e da Haiti, non certo per sfruttamento di manodopera a basso prezzo (come i più malpensanti potrebbero sostenere), ma per un importante principio di rivalutazione economica del lavoro e della sostenibilità legata a questi paesi. Senza, ovviamente, tralasciare il bagaglio culturale di queste comunità indigene.

L’obiettivo è quello di far leva sulla forza motrice femminile, di eliminare il clima di assistenzialismo che gravita attorno a queste popolazioni, per dare loro forme di auto sostenimento. Stella Jean viaggia dal Burkina Faso ad Haiti per osservare, imparare ed ascoltare i saperi di donne che lavorano con raffinata eleganza, che scambiano i loro racconti mentre lavorano sotto un baobab, che applicano tecniche sofisticate.

Fra queste tecniche e saperi vi sono i tessuti di tradizione centenaria realizzati in Burkina Faso da gruppi di tessitrici locali, il Bogolan del Mali, tecnica di tintura con fango fermentato, e materiali come papier-mâché, fer forgé e osso di bue lavorati dai più abili artigiani di Jacmel, Port-au-Prince e Croix-des-Bouquets.

È importante dare dignità a questi territori, favorendo il loro background culturale, i loro saperi centenari e permettendo loro di utilizzare questi strumenti per la loro sostenibilità economica. E perché non farlo in questo modo, utilizzando un mezzo universale, predominante e affascinante come la moda?

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