Dulcis in Fundo, l’inarrivabile gusto della conquista

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dulcis in fundo

Nasce in provincia di Caserta la cioccolateria sociale “Dulcis in Fundo”, rifugio che si erge a baluardo di rinascita unanime dalle ceneri della criminalità.

“Mai vittoria fu più dolce”, in un doppio intreccio semantico (metaforico/simbolico e letterale) se si pensa alla (ri)nascita di una cioccolateria sociale dal nome Dulcis in Fundo residente in provincia di Caserta e sorta grazie alla confisca di un bene della camorra. Un risveglio dettato dai modi istituzionali così come dalla partecipazione collettiva, che al sapore soave del cacao fonde il gusto della rivincita solidale nell’eterna lotta contro la criminalità organizzata.

dulcis laboratorio

Dulcis in Fundo come primavera di indipendenza sociale.

“Fondazione con il sud”, attraverso il cofinanziamento delle strutture, e la Presidente della cooperativa sociale Davar (nata nel 2003 dopo l’incontro con alcuni ragazzi appartenenti alla comunità della chiesa di don Peppe Diana, ucciso per mano di un camorrista) nonché gestrice del laboratorio Tina Borzacchiello, decidono di metterci la faccia.

Tutto nasce a Casal di Principe, in provincia di Caserta, in seguito alla confisca di un bene appartenente ad un boss della camorra: parte da qui il progetto di Dulcis in Fundo come strumento di lotta all’indifferenza dell’opinione pubblica sulla questione lavorativa di persone affette da disabilità, costituendosi così proprio sotto il segno di una sperimentazione solidale.

L’idea della cioccolataia sociale prende in realtà vita dall’esperienza personale della Presidente di Davar Tina Borzacchiello, Madre di Ruggero, un ragazzo di 32 anni affetto da sindrome di Down: Ruggero è caparbio e dimostra sin dal diploma la sua dedizione al lavoro passando sei anni tra le amministrazioni di asl e comune, ma il suo duro sacrificio alla fine della corsa non viene mai ripagato con l’assunzione. La presidente Borzacchiello, instancabile lottatrice nella difesa dei diritti fondamentali e nella denuncia delle discriminazioni e ingiustizie che si stagliano prepotenti, decide di offrire un futuro diverso alla comunità disabile, fatto di riscatto e indipendenza.

Una fusione tra dolce e amaro.

dulcis cioccolato

Al momento sono sei i ragazzi che lavorano nella cioccolateria, tutti con un diverso tipo di disabilità, tutti con un duro e doloroso trascorso alle spalle, tutti protagonisti nella corsa verso l’ autonomia definitiva. E non sono assolutamente trascurabili i tre mesi di formazione realizzati con la collaborazione di un maestro cioccolataio, così come la scelta esclusiva, nella fase di produzione, di prodotti di qualità: cioccolato puro al 100% al latte, bianco e fondente.

Il retrogusto amaro in tutto ciò non vuole abbandonare quello dolce, portando con sé sapori di denuncia e rabbiose richieste di aiuto: i ragazzi di Dulcis in Fundo infatti ricevono momentaneamente dei piccoli rimborsi nell’attesa di una collaborazione fissa.

Ad occuparsi della raccolta fondi necessaria al mantenimento del laboratorio sarà la cooperativa Danvar fino a che il progetto prenderà piede tra gli abitanti della zona e la collettività non comprenderà appieno il senso di Dulcis in Fundo: l’enorme apporto umanitario e culturale mescolato (per rimanere nella metafora culinaria) alla carica rivoluzionaria di questa “incarnazione” di civiltà, ideale fenice risorta dalle ceneri della criminalità, decidendo di sostenerlo in modo permanente.

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