Primavera: colori e paesaggi nell’arte

Colori, paesaggi e primavera nell’arte

L’aria mite della primavera inizia a farsi sentire e così per questa settimana abbiamo pensato di farvi fare un viaggio nell’arte alla scoperta di 3 dipinti dalle ambientazioni lussureggianti tipiche di questa stagione.

La primavera: fiori che sbocciano, uccellini che cantano e profumi che inebriano. L’arrivo della primavera è spesso atteso con ansia, perché l’idea di iniziare a vivere delle giornate più lunghe e soleggiate ci rende più allegri e spensierati. Questa sensazione di pace e tranquillità che trasmette la primavera ha ispirato molti pittori nel corso del tempo. Infatti grazie ai paesaggi fioriti e alla bellezza della natura nei mesi di questa stagione sono molti i dipinti in cui rivive immortalata la primavera. Non pochi artisti l’hanno scelta come tema principale per le loro opere, e scoprire come il pennello di questi autori l’abbia raccontata è un viaggio davvero emozionante.

Georges Seurat, una primavera puntinista

Questo dipinto, che si chiama “Veduta alla grande Jatte in primavera” è una delle più famose opere di Seurat in cui è immediatamente chiaro l’utilizzo della tecnica pittorica del Puntinismo. La lettura dell’opera però permette di capire che questo dipinto è ancora fortemente influenzato da uno stile vicino all’Impressionismo. Infatti il modo con cui il paesaggio tranquillo e luminoso vengono rappresentati, ricordano le opere dei maestri impressionisti. Questo effetto è soprattutto dovuto dal cromatismo dell’opera che è caratterizzata dalle molte tonalità di colore e sfumature con cui prende forma un’atmosfera davvero “cristallina”. La primavera che Sauret racconta non è immersa in una dimensione bucolica o fortemente lussureggiante ma nonostante questo è facile per il pubblico respirare l’aria fresca e tipica di una stagione fiorita. I colori tenui e che tendono alla tonalità del giallo rendono viva la sensazione distesa e rilassata del paesaggio primaverile, cosicché osservarlo diventa piacevole e rilassante.

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Sandro Botticelli e la sua primavera del 1482

Botticelli è un’artista fiorentino del Rinascimento italiano, che si è contraddistinto per il suo stile armonico ed emblematico con cui le forme sinuose dei suoi personaggi hanno preso “vita” incantando il pubblico. Il suo più grande capolavoro è la “Primavera”, un dipinto interessante per diverse motivazioni. Infatti oltre a stupire per la bellezza del paesaggio rappresentato e per i colori intensi della tela è la lettura del dipinto che lascia veramente colpiti. L’opera, se la si osserva partendo dal lato destro, svela l’idea con cui Botticelli ha deciso di rappresentare la primavera.

In questo modo possono essere identificati i ruoli dei personaggi. Vi è Zefiro, il vento della primavera, che rapisce Cloris la ninfa, la quale rimane incinta e rinasce in Flora, la donna che indossa una veste di fiori e che è personificazione stessa della primavera. Al centro della tela trova posto Venere, che simboleggia l’amore sopra la quale è visibile Cupido. Questi come vuole la cultura rinascimentale e tradizionale è accompagnato dalle tre Grazie, donne con indossano veli leggeri e fluttuanti. Infine all’estrema sinistra trova posto Mercurio, che allontanando le nubi preserva la primavera. Questo dipinto racchiude la magia bucolica e idilliaca dell’aria primaverile, che Botticelli ha saputo rappresentare magistralmente.

Botticelli-primavera

Claude Monet e i campi fioriti della primavera

Rappresentare un paessaggio “en plain air” è tipico della tecnica artistica dei pittori impressionisti e l’opera “Campi in primavera” di Monet ne è un grande esempio. In questo dipinto, come in molti dell’autore, si trovano ritratte presumibilmente la moglie e la figlia che passeggiano tra i fiori della campagna francese. Nonostante siano molti i quadri in cui questo artista ha deciso di ritrarre la primavera, nei “Campi in primavera” è forse ancora più forte il senso di pace che rimandano l’aria mite e la natura che risplende al sole. Il fascino del dipinto è inoltre dato dall’armonia con cui i soggetti sono stati collocati nel quadro e dall’idea di movimento data da una brezza leggera che sembra rinfrescare l’aria. Quella di Monet è una natura che riempie gli spazi e conferisce all’opera un’allure del tutto particolare.

monet

“È che dietro le cose ci sei tu, Primavera, che incominci a scrivere nell’umidità, con dita di bambina giocherellona, il delirante alfabeto del tempo che ritorna”. Queste le parole evocative di Pablo Neruda che ci ricordano la primavera in tutta la sua bellezza.

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