Pif su disabili: “In Italia migliaia prigionieri”

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Pif

Pif era a LibriCome, la grande Festa del Libro e della Lettura di Roma ospitata all’Auditorium Parco della Musica per l’ottavo anno consecutivo. Noi l’abbiamo intercettato e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Nel 2014 secondo un’indagine Istat, l’Italia era il paese europeo che investiva meno risorse sulla disabilità; oggi le cose sono ancora così o sono cambiate? Dopo la recente bufera che ha travolto la regione Sicilia, abbiamo provato a chiederlo al regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, che, a quanto pare, è il più arrabbiato di tutti sul tema dell’assistenza ai disabili.

Pif, adesso come sono i rapporti con Crocetta?

Gli stessi dell’altra volta! (ride ndr). Stiamo aspettando che ci porti risorse, se ci sono. Lui dice di sì!

Dopo il tuo intervento alla Regione Sicilia, la situazione è cambiata ?

E’ cambiata all’italiana, nel senso che si sono dati tutti un gran da fare per fornire attrezzature che non avevano, si sono mostrati gentili con i disabili ma poi di concreto nulla di fatto. Affrontano l’emergenza ma poi sul quotidiano sono assenti. Di buono c’è che abbiamo sollevato una questione che esiste da sempre ed è sempre stata ignorata. Il problema è che se non si fa qualcosa ora si abbassa l’attenzione e la situazione peggiora.

Come commenti la frase di Adinolfi a proposito della morte di dj Fabo?

E’ uno spreco di vita commentare Adinolfi, piuttosto facciamo dell’altro…

Secondo te, come fa uno stato a garantire il diritto a vivere se manca l’assistenza?

La domanda è: come è possibile che nel bilancio di una Regione tutte le voci abbiano una priorità rispetto all’assistenza ai disabili? Dovrebbe essere una priorità come lo è pagare la luce, il gas o i medicinali. Dopo viene tutto il resto. Loro è come se avessero tagliato luce e gas, però continuassero a fare le vacanze e questo è inaccettabile.

All’estero i disabili sono visti come una ricchezza: gli fanno fare i testimonial di bellezza, presentare programmi tv; in Italia, invece, sono ancora vittime del pregiudizio e della compassione della gente. Cosa manca da noi?

E’ una questione culturale. All’estero, se vai in Inghilterra o in Germania, ad esempio, resti sorpreso dalla quantità di disabili che vedi in giro tant’è che ti viene da pensare ‘ammazza che sfiga’! La realtà è che lì hanno la possibilità di uscire mentre in Italia i disabili sono migliaia di persone chiuse nella prigione di casa loro e il nostro compito è liberarli. Bisogna educare, far capire che quando parcheggi sopra ad uno scivolo per disabili stai contribuendo alla sua prigione.

 

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