The American dream is over, Denota al Margutta

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“The American dream is over” è la mostra di Frank Denota inaugurata alla fine di marzo al Margutta Veggy Food & Art, storico locale capitolino.

Curata da Francesca Barbi Marinetti, la monografica di Frank Denota, visitabile fino al 14 maggio, racconta storie di alcuni celebri personaggi italo americani, ma soprattutto racconta la realtà del fenomeno migratorio in tutti i suoi aspetti.

La mostra

Ecco allora che dalla mano di Denota prendono vita i ritratti di Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Dean Martin, Liza Minnelli, il giocatore di baseball Joe Di Maggio, l’inventore del jazz Nick La Rocca e Frank Sinatra. Le tele, tutte fluorescenti e dall’inconfondibile poetica urban, per certi versi assimilabili all’opera di Bansky, oltre ad omaggiare l’italianità più blasonata, rivolge uno sguardo al passato, agli anni in cui molti italiani emigravano oltreoceano per cercare fortuna.

Mezza America di oggi è passata per Ellis Island, nella parte alta della baia di New York, in fuga da paesi straziati da carestie, guerre e dittature. Tra il 1892 e il 1954  oltre 12 milioni di persone sono entrate nel Paese per cercare di ottenere il visto e diventare cittadini statunitensi. Tra questi, moltissimi erano italiani.

L’emigrazione

ʺIl nostro artista, in realtà, – ci confida la curatrice Francesca Marinetti – ha avuto un periodo in cui non sapeva di essere artista, ma mescolava colori e aveva una passione molto forte per l’espressionismo astratto di Pollock. Vivendo a New York e frequentando gli ambienti della pop art e della street art, ha avuto incontri importanti, come Wharol e Haring, che hanno prodotto un’evoluzione delle sue tecniche artisticheʺ.

Stencil e mascherina, Denota celebra l’italianità attraverso alcuni personaggi tra i più famosi nel mondo, restituendo con loro il senso di rivalsa che ha caratterizzato diverse generazioni perché “l’emigrazione non è un fatto degli altri, è un fatto nostroʺ.

Nella monografica il simbolo dell’America, assurto ad icona è il Paper Boy, il fattorino strillone,  che nell’immaginario collettivo globale sta ad indicare la Terra promessa, un’opportunità di prosperità economica e civile.

Il percorso espositivo si articola in una ventina di opere divise tra Ritratti di personaggi che hanno un legame con l’Italia e quadri che testimoniano l’attenzione per il sociale e per il lavoro, come in The Mechanic, Subway e After Work, o il momento del waiting, in attesa di ricevere il visto d’ingresso.

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