Twin Peaks: il ritorno del detective Dale Cooper

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Twin Peaks: il ritorno di Dale Cooper

25 anni dopo rieccoci alle prese con gli intrecci di David Linch e Mark Frost per la terza stagione di Twin Peaks, iniziata il 21 maggio, che Openmag seguirà sperando di non finire nella Loggia Nera.

Due lunghi episodi, seguitissimi negli USA, hanno dato inizio alla terza stagione di Twin Peaks. Un’attesa durata ben 25 anni, come suggeriva il finale, criptico, della seconda stagione nel dialogo tra Laura Palmer e il detective Dale Cooper.

L’impatto visivo ed emotivo è lo stesso di un tempo. Atmosfera cupa, personaggi ambigui e quel sovrannaturale che Linch e Frost inseriscono con abilità rendendo Twin Peaks una serie tv lontana dai canoni dello sci-fi e più vicina ad un thriller psicologico.

Bentornati a Twin Peaks

L’incipit del primo episodio mostra subito i due detective Cooper, quello buono rinchiuso ancora nella Loggia nera e quello malvagio posseduto da Bob in giro a mietere vittime. Ben tre infatti gli omicidi ai quali assistiamo mentre pian piano ci vengono presentati vecchi e nuovi personaggi accompagnati da una colonna sonora un po’ diversa, suoni più duri, ma comunque piacevole.

I dialoghi sono quelli amati da Linch: carichi come sempre di ironia e sarcasmo. A volte dissacranti come le precedenti due stagioni. Tutto al posto giusto insomma, con le lunghe pause volute dal regista per comprendere al meglio la psicologia dei personaggi.

La novità stagionale è che ci si sposta da Twin Peaks fino al South Dakota passando per New York dove notiamo sin dalle prime immagini una scatola di vetro, probabilmente utile a contenere le entità che lasciano la Loggia Nera.

Twin Peaks: il ritorno del detective Dale Cooper

Capiremo più avanti cosa sia accaduto a quei due ragazzi di guardia davanti alla scatola. In teoria uccisi da un’entità apparsa all’interno dello strano meccanismo, in pratica sospesi tra passato e futuro, fatti realmente accaduti e immaginati, come comprendiamo dal dialogo tra Dale Cooper e i personaggi della Loggia Nera.

Già, Dale Cooper…

Non lo abbiamo ancora visto per come ce lo ricordavamo: le sue registrazioni alla fidata Diane, i suoi caffè e la sua profonda passione per crostate e torte e quel suo modo di agire tra incredulità e professionalità per adattarsi ai segreti, sempre più fitti, di Twin Peaks.

Quel che è certo è che il nostro detective è tornato. Può andar via, dopo 25 anni di esilio, da quel salotto reso inquietante in ogni frame dai dettagli che Linch è bravo a distribuire incuriosendo i fan. “Ognuno vedrà nella serie ciò che vuole”, ha dichiarato il regista e sarà proprio la libera interpretazione e la difficoltà a comprendere gli intrecci che renderà questa stagione più personale dividendo la critica tra oggettività e soggettività.

Ci attendono ben 18 episodi nei quali combatteremo tra sogno e realtà, razionalità e sovrannaturale e tra bene e male mostrandoci come la natura umana, tanto cara al Cooper posseduto da Bob, possa rivelare sia il meglio che il peggio di sé.

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