Twin Peaks: anche il fratello di Audrey Horne passa a miglior vita

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Ancora qualche indizio svelato mentre altri enigmi prendono forma rendendo il nono episodio di Twin Peaks un piccolo antipasto di ciò che vedremo in futuro.

Con protagonista la famiglia Horne, la nona parte di Twin Peaks mette qualche tassello al posto giusto con tanto di riferimenti alla seconda stagione richiamati persino dall’agente dell’FBI Gordon (David Lynch) che, come un fan qualsiasi, si chiede “Ma cosa è successo nella dannata seconda stagione?”.

Twin Peaks è fatto così. Tra un non-sense e l’altro con le solite scenette di Lucy e Andy e il piede parlante di Jerry Horne, osserviamo Johnny, fratello di Audrey, correre per la casa e schiantarsi di testa contro una parete. E, a proposito di pareti, Ben Horne continua a sentire strani rumori al Great Northern: noi sappiamo che a provocarli è lo spirito di Josie ma è un piccolo vantaggio che, di tanto in tanto, Lynch e Frost concedono allo spettatore più attento. Di certo, all’Hotel più strano delle serie tv, non hanno ancora capito nulla.

Si, ok. Ma Audrey?

Non ne abbiamo idea. Ogni membro della famiglia Horne viene citato (o ammazzato) ma della svampita Audrey non c’è ancora traccia. Sappiamo che in quell’ospedale c’è ancora qualcuno in coma e che probabilmente la morte misteriosa (ma va?) di Johnny Horne è in qualche modo legata alla sorella. Può darsi che gli sia apparsa in giro per la casa facendolo impazzire e mandando definitivamente in crisi la madre Sylvia Horne.

La zona.

The zone, come dicono negli USA, ha delle coordinate ben precise per essere raggiunta. Luogo, tempo e spazio devono coincidere alla perfezione. Scopriamo che la poltrona ordinata da Lucy è in qualche modo la stessa dove verrà ritrovato un plico contenente le istruzioni (foto copertina) per raggiungere “The Zone“, quel posto che ha reso Twin Peaks una cittadina meno noiosa di quanto possa erroneamente apparire all’inizio e che, nel corso delle stagioni, ha visto sparire il maggiore Briggs e Dale Cooper.

Il lato oscuro di Diane.

Tra un f*** you e sorrisi di circostanza e infinite sigarette accompagnate da mignon di vodka, Diane pare essere in contatto con Fake-Cooper. E’ lei a ricevere quel messaggio in codice scritto dal doppelganger dell’agente Cooper: che abbia tra le mani il cellulare di qualcun altro? Possibile. Abbiamo notato in più di un frame lo schermo bloccato, segno che Diane ha cercato di sbloccarlo per tutta la durata del nono episodio.

Nel decimo episodio

Domenica 16 luglio, la decima parte di Twin Peaks ci incuriosirà ulteriormente. Gli scenari sono aperti a qualsiasi interpretazione e non sappiamo dove Lynch e Frost vogliano andare a parare. Di certo c’è che non vedremo tanto presto il vero agente Cooper nelle sue piene facoltà mentali, non ce ne voglia il simpatico e strampalato clone Dougie ma appare chiaro che lo sceriffo Harry Truman, il suo vice Hank e l’FBI abbiano bisogno di qualcuno che conosca bene i pericoli della Loggia Nera e chiarisca a tutti cosa si nasconda in “The Zone”.

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