Gp di Interlagos: una Formula 1 meglio di un film!

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Gp di Interlagos: meglio di un film!

Si parla ancora di F1 e soprattutto di Ferrari, protagonista indiscussa del Gp del Brasile, che ha riservato non poche sorprese.

Tutto in 10 giri

Succede di tutto durante il penultimo Gp della stagione ad Interlagos, Brasile. Abbiamo i primi due rocamboleschi podi in carriera per Gasly ed Sainz, le Mercedes che per una volta non sono fra le prime quattro, le auto del gruppo Red Bull che fanno un’ottima gara, ma soprattutto abbiamo le Ferrari che si fanno fuori fra loro. Questa è l’immagine che resterà negli occhi di molti del Gp di Interlagos.

Dal giro 60/71 succede veramente di tutto. La Safety Car, entrata poco prima a causa dello spegnimento del motore di Bottas esce, ed è qui che si scatena l’impossibile. Hamilton è primo, ma ha le gomme già usurate e Verstappen ci mette mezzo secondo a superarlo mentre l’altra Red Bull di Albon fa altrettanto con le due Ferrari, lasciandole quarta e quinta. Albon cerca così di avventarsi su Hamilton, Vettel fa lo stesso con lui e Leclerc, subito dietro, altrettanto. Al giro 66, le Ferrari si distruggono vicendevolmente. Pare che la colpa sia 50 e 50, ma da un potenziale podio, entrambe passano a un bel ritiro.

Ma il Gp non finisce qui!

Al giro 70, Albon vede infrangersi il sogno del suo primo podio in carriera, visto che Hamilton chiude gli spazi e il ragazzo finisce a bordo pista, superato da tutti gli altri piloti. E per concludere, al giro 71, Gasly beffa Hamilton sul photo finish, chiudendo secondo. L’inglese a sua volta privato del risultato con 5 secondi di penalità e due punti in meno sulla patente, cosicché sul podio ci finisce Carlos Sainz, e la McLaren balza in quarta posizione nella classifica costruttori.

Questo è un riassunto solo degli ultimi 10 giri, badate bene, visto che sono quelli in cui si è concentrata l’azione. Ma quello che vogliamo far notare, è ben altro. In Mercedes, ci sarebbero stati questi risultati mediocri se Toto Wolff fosse stato al suo posto? Infatti, per sua stessa decisione, il team principal Mercedes, avendo già in tasca il titolo costruttori e quello piloti, non prenderà parte alle ultime due gare della stagione. Il risultato è stato di un ritiro e un pilota messo a giudizio.

Vettel-Leclerc o no? Questo è il dilemma!

Ma alle Ferrari va ancora peggio. Senza punti e con un grosso interrogativo riguardo al prossimo anno. Interrogativo che si riapre prepotentemente, dopo che Binotto aveva cercato, inutilmente, di chiuderlo.

In Ferrari sembravano e sembrano decisi a tenere il duo Vettel-Leclerc per l’anno prossimo, anche perché non si può proprio stracciare il contratto che li lega alla scuderia fino al termine della prossima stagione. Ma se adesso i problemi sono minimi, visto e considerato che il mondiale si è quasi chiuso, l’anno prossimo come andrà? Se entrambi fossero in lotta per il mondiale rivivremo i duelli Hamilton-Rosberg?

In tutto ciò, anche se Binotto li rimprovera, lui stesso è stato poco abile a gestirli durante l’arco dell’anno. E se nella prima parte di stagione non si vedeva il divario fra i due, con la scuderia che tendeva a favorire Vettel, nella seconda parte tutto cambia. Il talento cristallino di Leclerc risplende alla luce del sole e Vettel proprio non ci sta a farsi mettere nelle retrovie dal nuovo arrivato. Questo sembra in parte risvegliarlo, ma dal lato sbagliato del letto! Continua a fare la guerra al suo compagno e Leclerc, dal canto suo, non rimane certo in disparte. E così, dopo che la miccia viene accesa, bisogna solo attendere l’esplosione, giunta nel Gp del Brasile.

Cosa succede in Ferrari?

Sono in molti a sostenere che il vecchio Enzo Ferrari non ci avrebbe pensato due volte a far fuori Team Principal e piloti in un colpo solo. In effetti, i piloti hanno delle colpe, ma le ha anche chi li gestisce e chi gestisce le strategie. Abbiamo notato tutti quanto le strategie Ferrari non fossero proprio ottime quest’anno. Per esempio, quando si è puntato a spada tratta su Vettel, anche quando la sua era l’auto più lenta. O nel ritardare i cambi gomme e per questo perdere del tempo prezioso, cascando puntualmente nelle trame delle altre scuderie.

Insomma, in Ferrari dovrebbero fare un po’ tutti un esame di coscienza, dai piloti, troppo impegnati a lottare fra loro che con gli altri, fino agli ingegneri e soprattutto Mattia Binotto, che gestisce tutta la baracca. Se l’anno prossimo Ferrari vuole puntare al titolo e battere Mercedes, deve trovare la chiave per far funzionare tutto, altrimenti siamo punto e a capo.

Gp di Interlagos: meglio di un film!

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