8 marzo: siamo Donne e non “Figure Nascoste”

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8 marzo: Siamo Donne e non “Figure Nascoste”

L’ 8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna, ma sembra che continuiamo a dimenticarci ogni giorno di quelle che a volte rimangono “Figure nascoste”.

C’era una volta…

Per farvi un po’ capire come stanno le cose, vogliamo partire da una film del 2016, uscito proprio l’8 marzo, che è Il Diritto di Contare”, mentre il titolo originale è “Hidden Figures”, cioè “figure nascoste”. Entrambi i titoli sono sibillini, in quanto fanno riferimento alle protagoniste e al loro lavoro. Il film è tratto da un libro dal titolo omonimo e narra la storia vera di Katherine Johnson, matematica della NASA al tempo della missione Apollo 11. Se poi aggiungiamo che la signora Johnson oltre ad essere donna, era di colore, possiamo capire quante barriere abbia dovuto abbattere.

Seguendo bene il film, che percorre una parte della sua vita, comprendiamo quanto fosse difficile lavorare per lei: una donna con tre figlie a carico, visto che è vedova, una donna che lavora e si fa in quattro per dimostrare quanto vale. Vengono seguite anche le vite delle sue amiche Dorothy e Mary. La prima deve dimostrare che lei conta bene tanto quanto un computer, mentre la seconda riesce a farsi accettare in un corso di ingegneria aerospaziale, una cosa fino ad allora esclusivamente maschile.

Nel film, siamo all’inizio degli anni ’60, e queste donne riescono in qualcosa di straordinario per i tempi, ma oggi, dove le donne devono avere il diritto di contare e non essere figure nascoste?

Essere donne nel mondo, oltre l’ 8 marzo

Basti vedere come ancora oggi, in molti dei paesi industrializzati, le donne vengano pagate meno degli uomini, perché nel 2020, sono ancora gli uomini a “portare il pane a casa”. O la questione del congedo parentale, che è di più per le madri e meno per i padri. Ma i figli non si fanno in due? Non dovrebbe essere uguale per entrambi i genitori?

Volete sapere delle altre curiosità? Per esempio, avete notato che i cellulari sono sempre più grandi? Che quasi non entrano in una mano? Bhe, in una mano femminile. Eh si, perché le misure prese in considerazione, sono quelle delle mani degli uomini. Stessa cosa accade per gli airbag delle auto, che vengono testati solo su manichini maschili e non femminili. Cosa dovremmo pensare, che un uomo al volante è protetto e una donna no?

Essere donne in Italia

Guardando a delle questioni prettamente italiane, vengono in mente le famose “quote rosa”, che servono per assicurare e garantire un certo numero di posti in politica alle donne. Possibile che nel 2020 le donne non possano essere elette normalmente? Non dobbiamo essere “speciali”, ma uguali. Ma anche quando una donna si candidasse in politica, per posizioni di alto profilo, sarà perché è stata col politico di turno e le prime a dirlo, purtroppo sarebbero proprio altre donne.

Ancora troppi esempi..

E nonostante nel campo delle forze armate e delle forze dell’ordine siano stati fatti progressi, ci sono dei corpi ancora preclusi alle donne. In primis, il corpo dei Corazzieri, le guardie personali del Presidente della Repubblica, in quanto l’altezza minima si aggira attorno al 1,90, difficilmente raggiungibile dalle donne per natura. E anche diventare pilota delle Frecce Tricolore, sempre perché l’interno dell’aereo è concepito per un pilota uomo.

E vogliamo parlare di un tema molto caldo, come la famosa “tampon tax”?! I beni per l’igiene femminile infatti, in Italia, come in gran parte d’Europa, sono considerati “beni di lusso”. Come se stare male una volta al mese, fosse un lusso. Al solo pensiero che il Tartufo d’Alba, bene non necessario, abbia l’IVA al 5% e gli assorbenti, bene necessario, al 22%, non vi sentite un po’ prese in giro?

Questo è quanto accade nei paesi industrializzati, perché nei paesi più poveri del mondo, ci sono problemi ben più gravi di questi. Basti pensare al mondo arabo, in cui le donne devono ancora coprirsi il volto o comunque scoprirsi il meno possibile. Solo l’Arabia Saudita ha fatto qualche passo in avanti, concedendo alle donne di prendere la patente, di assistere alle partite di calcio e ultimamente anche di giocarle. In Iran è stato (purtroppo) reintrodotto il matrimonio combinato dai 14 anni in su e spesso delle bambine si ritrovano con dei mariti molto più anziani di loro. Senza considerare alcune pratiche orrende, come l’infibulazione, praticate da società ancora allo stato tribale.

E allora, cosa fare?

Sicuramente prendere esempio da Katherine Johnson, scomparsa il 24 febbraio scorso. Dobbiamo essere coscienti delle nostre capacità e dimostrare tutto il nostro valore, lottare per l’uguaglianza in ogni campo, per abbattere ogni tipo di barriera. Dobbiamo anche imparare a supportarci l’una con l’altra, perché l’unione fa la forza. E, soprattutto, imparare che abbiamo il diritto di contare e che non siamo figure nascoste.

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