Intervista a Francesca Tonelli, fondatrice di Vintag Store

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Vintag store app

Negli ultimi anni sempre più donne hanno dato vita a progetti di successo, sfruttando le potenzialità del mondo digital, riuscendo a fare della propria passione un lavoro a tutti gli effetti e coinvolgendo intere community.

Le realtà imprenditoriali fondate dalle cosiddette “quote rosa” sono sempre di più, a testimonianza del fatto che le donne italiane hanno sempre più voglia di affermazione e che la decisione di aprire una attività propria non è un ripiego, ma anzi, una scelta di vita consolidata e ponderata.

È questo il caso di Vintag Store, social shopping App dedicata allo straordinario mondo del Vintage, fondata da Francesca Tonelli, protagonista della nostra rubrica “A lei per lei”.

Vi raccontiamo oggi la storia di una start up italiana a prevalenza femminile con headquarter a Bologna che in poco più di tre anni si è ritagliata una posizione di rilievo diventando leader di mercato in Italia per quanto riguarda il mondo della moda Vintage.

Ad attirare l’attenzione non sono solo i numeri (oltre 75.000 gli utenti “attivi” e 150.000 gli oggetti in vendita), ma l’idea di puntare i riflettori su un nuovo concetto di moda, sostenibile e di qualità.

In panorama così interessante, vogliamo saperne di più, per questo chiediamo direttamente a Francesca cosa l’ha spinta a investire su questo settore, tra l’altro scegliendo le potenzialità di un’app.

“L’idea mi è venuta durante un trasloco: ho trovato un vecchio baule di mia nonna Cesarina. Dentro erano perfettamente conservati i suoi vestiti degli anni 60/70, quelli buoni, quelli “della domenica”. Tenendo tra le mani quegli oggetti meravigliosi ho avuto l’ispirazione: dovevo creare uno spazio dove condividere con altre persone quelle bellezze autentiche, frutto del lavoro di artigiani straordinari. È stato grazie a questo “tesoro” che ho capito che gli oggetti vintage mi affascinano. Vengono da un passato che non va dimenticato e nascondono una storia da raccontare e che qualcuno può rivivere attraverso gli oggetti stessi.

Quando ho fondato Vintag volevo fortemente riscoprire e far rivivere oggetti appartenuti a epoche lontane. Il mio obiettivo è la diffusione del Vintage perché sono convinta che disperdere le eccellenze passate sia un errore che il mondo di oggi non può permettersi. E volevo che più persone possibili potessero condividere questa mia passione. Per questo ho realizzato un’app, perché è semplice da usare (come Instagram per intenderci), divertente e allo stesso tempo sicura. Oggi Vintag è un mondo dove migliaia di persone ogni giorno condividono tra loro la propria passione per il Vintage. Un luogo dove incontrare collezionisti, artisti, designer, stilisti, creativi o più semplicemente uomini e donne che amano lo stile e la qualità dei tempi passati.

Vintag Store app
Francesca Tonelli, fondatrice Vintag Store App

La domanda “chiarificatrice” sorge spontanea, cosa si intende per Vintage?

Vintage non è second hand. Un oggetto vintage in passato ha rappresentato una generazione e un’epoca diventando icona di quel tempo. La caratteristica principale di un abito, di un accessorio o di un oggetto Vintage è proprio il valore che progressivamente ha acquisito nel tempo per le sue doti di irriproducibilità con i medesimi elevati standard qualitativi.” Scegliere il Vintage significa scegliere la qualità e lo stile di un prodotto che è riuscito a resistere all’ostacolo più grande da sormontare: il tempo.

Oltre tutto il vintage è anche una valida alternativa per tutte le tasche: all’interno dell’app sono presenti sia articoli meno costosi, come un bottone anni ’30 da 1 euro, sia gli oggetti di grandissimo valore come una borsa Kelly di Hermes da 22.000 euro.

Il vintage può soddisfare le richieste più eclettiche e stravaganti, come dimostrano alcuni articoli all’interno della piattaforma: lampade industriali rimesse a nuovo, insegne anni ‘40 e oggetti iconici come flipper o juke box anni ’50, una Vespa anni ‘60 e una Chevrolet Camaro del 1979.

Vintag store app
Vintage autentico, Vintage app

Donne imprenditrici, c’è qualche figura che ti ha ispirata in qualche modo nel percorso di creazione di questo business? Credi ci siano delle difficoltà maggiori per le donne che vogliono fondare un’attività tutta loro?

“Tutte le donne che fanno innovazione sono per me fonte di ispirazione perché da ognuna di loro posso imparare qualcosa. Però una frase mi ha sempre colpito ed è di Madonna: “Quando ero piccola ho sempre pensato che il mondo fosse mio. Ero convinta di poter fare tutto ciò che volevo, qualsiasi cosa fosse”.

Certo non sono Madonna. Sono semplicemente una ragazza cresciuta, anche grazie all’educazione ricevuta dalla mia famiglia, con il pensiero che nulla mi dovesse essere precluso in quanto donna.

Penso che si debba davvero ad andare oltre al binomio uomo/donna. Sono le capacità che contano a prescindere dal sesso e oggi siamo noi donne protagoniste di questa rivoluzione, grazie anche alle nuove tecnologie che ci aiutano a combinare la vita privata con il lavoro ancora più facilmente.”

 

Vintag Store app

 

Moda circolare, ecomoda, moda sostenibile… pensi che possa sostituirsi al fast fashion nel futuro?

“Il Covid ha probabilmente accelerato il processo tanto che anche esponenti importanti dell’industria della moda si sono pronunciati, penso ad Armani o Anna Wintur, e se anche il Diavolo veste Vintage significa proprio che è giunto il momento!

Noi lo diciamo da tempo e del resto basta andare sul nostro sito per capire come la pensiamo. Il messaggio è chiaro: se stai cercando fast fashion, Vintag non fa per te. Uno dei punti di forza di Vintag è l’essere considerato dai suoi utenti (il 60% diviso tra Generazione Z e Millennials) un’app etica e sostenibile. Niente è più “green” del prolungare la durata di utilizzo e del dare una seconda possibilità a un oggetto che qualcun altro non usa più. Vintage è sinonimo di meno oggetti nuovi da produrre e dunque meno sprechi e inquinamento.

Su queste tematiche non sono solo gli utenti a seguirci ma anche i grandi brand italiani come ad esempio THE BRIDGE o CARRERA JEANS che hanno scelto l’app per realizzare progetti speciali dedicati all’Economia Circolare, ovvero la filosofia del riciclo e riuso con valenza imprenditoriale. Ma anche FENDI, FERRAGAMO e MISSONI che hanno “utilizzato” Vintag per acquistare oggetti da inserire nei loro archivi. Oppure la Onlus HUMANA ha scelto Vintag per il suo ingresso nel mondo online offrendo in app una selezione di capi vintage di grande pregio. Infine da poco un’istituzione tradizionale come il TEATRO dell’OPERA di Bologna ha realizzato su Vintag un progetto davvero singolare nel suo genere: l’obiettivo è dare nuova vita ai pezzi unici realizzati per gli spettacoli lirici e non più utilizzabili, sostenendo nel contempo l’istituzione musicale cittadina e la sua riqualificazione.”

In un modo che va così veloce, il Vintage ci consente di fermarci e fare un passo indietro. Di far rivivere la storia sulla propria pelle. Questo non significa essere anacronisti, anzi. Vintag è prima di tutto un’app social.

“È infatti possibile condividere, commentare, scambiarsi consigli, informazioni e mettere feedback. Credo che i social oggi – se utilizzati bene – siano una grande opportunità per tutti”, ci spiega. “Sono immediati da utilizzare e bastano pochi secondi per ricevere risposte utili.

Un’app etica e sostenibile, Vintag App

Vintag oltre al Team interno oggi composto da 12 persone all’80% donne e under 40 (e  lavoriamo ognuno da casa sua, Vintag infatti è una “all remote company” da sempre, ben prima del Covid) può contare sulla sua meravigliosa Community. Migliaia di persone che ogni giorno ci aiutano nella gestione dell’app, controllando che gli oggetti rispettino le regole, che non ci siano interventi maleducati in chat ecc. E tutto questo lavoro viene fatto su base volontaria e guidata dalla passione per il vintage con l’unico scopo di rendere “pulita” l’app. Per me tutto ciò è straordinario.

Il Team di Vintag, oltre alla fondatrice Francesca Tonelli e i due soci Raffaello Bolognesi e Maria Elena Casadei, è in prevalenza femminile.

Francesca Tonelli, Maria Elena Casadei e Raffaello Bolognesi

Talvolta ispirarsi all’esperienza di qualcun altro aiuta molto. Cosa diresti e consiglieresti ad una donna che vuole lanciare un business/attività tutta sua?

“Non sono una che ama dispensare consigli: ognuno deve fare la propria strada come meglio ritiene. Diciamo che se uno decide di fare l’imprenditore quello che posso suggerire è di lavorare, lavorare e ancora lavorare. Non ci sono fine settimana, vacanze e probabilmente per qualche anno nemmeno stipendio. Quindi o si lavora per passione e magari ci si diverte (cosa non scontata ma fondamentale) oppure meglio lasciare perdere.

Alle studentesse che incontro invece dico sempre di non pensare a inutili gelosie e di restare unite perché quando le donne fanno squadra sono imbattibili.”

Imparare a “fare squadra” tra donne è il primo passo per realizzare qualcosa di straordinario. Vintag è un esempio vincente di cooperazione e collaborazione fra donne. Qual è stato il risultato più bello raggiunto in questi tre anni di attività? Per il futuro cosa dobbiamo aspettarci da Vintag?

“Devo dire che in 3 anni ci sono successe talmente tante cose che è difficile fare una classifica. Penso alla prima vendita realizzata il giorno dopo essere andati on line, un fatto clamoroso che ci ha provocato un’emozione fortissima e allo stesso tempo di faceva capire che la direzione era giusta. O quando un Cavaliere del Lavoro come Marco Palmieri proprietario di aziende importanti come Piquadro, Lancel e The Bridge ha realizzato con noi il primo progetto di Economia Circolare e poi ha deciso di puntare su Vintag entrando in società.

Che gioia poi quando abbiamo superato la soglia dei 50mila utenti attivi. Per non parlare di quando nel 2019 StartupItalia mi ha inserita tra le mille donne che stanno cambiando l’Italia e quando sono stata nominata una delle 10 imprenditrici italiane da tenere d’occhio da SheTech Italia. O di recente quando alcuni titolari di un negozio fisico costretti a chiudere a causa del Covid ci hanno scritto dicendo che grazie a Vintag la loro attività poteva continuare.

Ma se proprio devo scegliere dico: quando vengo invitata a parlare di vintage e di sostenibilità davanti agli studenti. Ragazzi e ragazze giovanissimi ma con le idee chiare su come realizzare i propri sogni. Ecco… Poter dare qualche piccolo consiglio a loro mi rende davvero felice.

Il futuro? Beh diciamo che a breve ne succederanno delle belle ma ve lo dirò nella prossima intervista.”

Un futuro ancora tutto da raccontare quello di Vintag.

Un futuro che profuma di passato ma non perde mai di vista l’attualità e i suoi (ritrovati) bisogni.

Un futuro scritto dalle donne per le donne.

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