YA.BE, la beauty routine è un appuntamento d’amore con se stesse

YA.BE

La protagonista di “A lei per lei” del mese di giugno è Valeria Scargetta, fondatrice di YA.BE, brand che si prefigge di divulgare una nuova concezione di bellezza che unisce la cosmesi ad un percorso legato alla ricerca di armonia e di equilibrio con se stesse.

Siamo arrivati al mese di giugno che ci fa assaporare la spensieratezza e le tanto agognate libertà della bella stagione. È il periodo in cui cominciamo a mostrare di più il nostro corpo e, mai come in questo momento dell’anno, abbiamo bisogno di guardarci allo specchio e di sentirci contente e soddisfatte dell’immagine riflessa.

Eppure, in un mondo che cambia così velocemente e ci costringe ad essere sempre impeccabili, cosa significa davvero sentirsi in armonia con la propria persona?

Non tutto può essere ridotto ad un piano puramente fisico e la storia di YA.BE, diminutivo di “You are beautiful” ci insegna molto a riguardo. Questa start up del mondo del beauty è nata dalla convergenza di più idee femminili che hanno trovato un obiettivo comune: guidare la donna verso un benessere interiore anche attraverso la skin care quotidiana. Infatti i prodotti YA.BE sono abbinati ad un podcast dedicato che accompagna la donna attraverso questo processo di consapevolezza.

YA.BE prende vita da una chiacchierata tra 4 donne: Valeria Scargetta, laurea in matematica, un MBA, una carriera manageriale e diverse attività imprenditoriali all’attivo, Margherita Paradisi, anima creativa del team, con un background professionale in comunicazione e strategie di marketing, Gloriana Assalti farmacista-cosmetologa che ha sempre trattato il cosmetico come un farmaco essenziale, efficace, sicuro e Consuelo Zenzani psicologa-psicoterapeuta e trainer di PNL.

Percorsi diversi e già avviati, anime differenti ma contraddistinte dalla voglia di creare qualcosa di totalmente nuovo per il mondo della cosmesi.

Approfondiamo, quindi con Valeria Scargetta, founder di YA.BE, come un’idea condivisa durante una chiacchierata si sia trasformata in una start up a tutti gli effetti.

C’è un detto che uso spesso: “Quando l’allievo è pronto, il maestro appare sulla via”. Questo aforisma racchiude il senso della nostra chiacchierata. Margherita, socia e co-founder di YA.BE, stava già elaborando delle idee sul well being, sull’importanza di migliorare e capire maggiormente il proprio corpo. Io venivo da un percorso manageriale di empowerment sulle donne, di coaching e crescita personale che mi ha aiutato a capire che tutto parte dalla propria consapevolezza, da quel potere che abbiamo dentro di noi, che si traduce in risorse e abilità. Sentirsi belli per me significa arrivare a questo tipo di conoscenza e armonia con se stessi. Poi è arrivato l’incontro, organizzato per altro da Margherita, con la cosmetologa Gloriana che ci ha parlato di come mantenere i benefici del sole sulla pelle anche dopo l’estate. È fondamentale capire che quella “chiacchierata” era già parte di un nostro percorso, infatti, abbiamo subito capito che le idee che stavamo condividendo avevano una portata enorme per il settore skin care e beauty.

Fondatrici YA.BE

Da una spinta si è creata poi una valanga!

Al nostro progetto si è unita la psicologa e psicoterpeuta Consuelo, autrice dei podcast. Lo slancio imprenditoriale del progetto è nato dal fatto di avere ben chiaro un obiettivo e di aver allineato le nostre idee e attitudini personali. In seguito ci siamo sottoposte a delle challenge dal punto di vista finanziario, della disponibilità in termini di tempo e della scelta del team.

Abbiamo quindi rivisto ruoli, mansioni e tempistiche.

Come evitare gli ostacoli di avviamento dell’attività e gli eventuali errori iniziali?

La domanda da porsi è: “cosa posso fare direttamente e cosa posso delegare agli altri?”. Bisogna sfatare dei miti sulle start up: il primo è che il fondatore sia il tutto fare del progetto e il secondo che grandissimi risultati si raggiungano in poco tempo. Sicuramente possono esserci colpi di fortuna, ma in realtà ogni azienda ha la sua tempistica per arrivare agli obiettivi prefissati. Ci sono delle attività di avviamento che non sono programmabili a livello di tempo. Per questo devi avere la lucidità di cambiare strada se stai sbagliando e inoltre devi abbandonare le aspettative e avere pazienza per portare avanti il progetto. Quando crei un’impresa, fai nascere un organismo vivente che ha i suoi tempi per iniziare a parlare e camminare.

Per quanto riguarda gli errori, è impossibile non farli, anzi, ci sono degli errori che dovrai necessariamente compiere, fa parte della fase di apprendimento. Per questo bisogna lasciarsi un margine mentale ed economico per questi eventi.

Il vostro non è solo un prodotto estetico, ma un vero e proprio percorso di benessere che la donna può compiere durante la sua routine di skin care. Com’è nata l’idea di abbinare ai prodotti un podcast?

Tutto è partito dalla consapevolezza che vedersi belli, significa sentirsi belli, conoscere la propria bellezza e le proprie potenzialità. L’obiettivo con i podcast non è dare insegnamenti, ma divulgare una nuova forma di bellezza. Poi abbiamo verificato con un’analisi di mercato se questo tipo di prodotto esisteva già e abbiamo scoperto che nessuno lo aveva realizzato prima. Il mondo della cosmesi assorbe così tanto senza fare un grande sforzo, quindi con la nostra idea eravamo davvero molto avanti nel settore.

YA.BE intervista "A lei per lei"
Skin Care e Podcast con i prodotti YA.BE

Come ha reagito la vostra azienda alle limitazioni imposte dalla pandemia?

 Il lato negativo è che abbiamo avuto problemi dal punto di vista della distribuzione, del lancio dei nuovi prodotti e delle collaborazioni con i brand e le profumerie. Il lato positivo, invece, è che acquistare online è diventata la normalità, senza differenze di età e, cosa ancora più importante, c’è più interesse e attenzione al benessere interiore, uno dei valori fondamentali del nostro prodotto. Proprio per questo i nostri clienti, tornano sempre ad acquistare da noi, perché un gesto di beauty routine viene visto come un appuntamento con noi stesse. Le nostre clienti, quindi, si legano anche emotivamente al nostro brand.

Quanto è stato importante il mondo digital e social per la crescita del progetto e la sua divulgazione?

Sono importantissimi perché mantengono alta la brand awareness e non è ipotizzabile non averli e non investirci. Noi, per esempio, puntiamo molto al nostro canale Instagram dal quale sono arrivate molte collaborazioni, come quella con Westwing.

Com’è lavorare in un team completamente al femminile?

Una figata! È giunto il momento che alla bellezza delle donne ci pensino le donne. Nelle grandi aziende beauty, i marketing manager e i responsabili prodotto sono quasi sempre uomini. Come possono essere sbaragliati gli stereotipi del mondo della cosmesi se chi realizza i prodotti appartiene all’altro sesso?

Inoltre il modello di lavoro che seguo è molto fluido: ogni membro del team non deve rimanere rinchiuso in ruoli preconfezionati, ma deve seguire le proprie attitudini e competenze personali.

YA.BE, intervista "A lei per lei"
Team al completo di YA.BE

Uno dei miei sogni è proprio quello di dimostrare che questo metodo di lavoro funziona. Sin da giovane ho percepito come vincolante il fatto che ad un colloquio non ti chiedono mai “cosa sai fare” ma “cosa hai fatto”. Ci sono due pregiudizi incredibili dietro questo concetto: il primo è che quello che hai già fatto tu lo sappia fare e il secondo è che tu possa fare solo quello che hai già fatto.

Io sono la prova vivente che questo preconcetto non esiste: sono passata da una laurea in matematica al mondo manageriale e alla finanza, certo ho studiato tantissimo e mi sono impegnata, ma tutto questo è possibile.

C’è qualche donna che ti ha ispirato nella realizzazione di questo progetto?

Direi tante, ma nessuna in particolare. Più che una fonte di ispirazione specifica è stato proprio il condividere le idee, i pensieri e persino le frustrazioni. Mi sono accorta di quanta bellezza sia ancora troppo nascosta e celata al mondo, questo bisogno di mostrarla e raccontarla mi ha sicuramente ispirata.

Che strada prenderà YA.BE tra 5 o 10 anni?

I nostri podcast sono nati subito in inglese, proprio perché non volevamo confini territoriali. Abbiamo scelto anche un posizionamento sofisticato, ma accessibile. Vogliamo portare a tutti questo nuovo concetto di bellezza. Sono certa che con il tempo riusciremo ad espanderci moltissimo, anche all’estero.

A quale tipo di donna vi rivolgete? Avete un target specifico?

Il nostro target principale sono le donne tra i 30 e i 50 anni, ma ci rivolgiamo anche agli uomini proprio perché abbiamo dei prodotti gender free. Il tema di esprimere se stessi e non essere vittima di stereotipi vale anche per gli uomini. Anche i podcast sono quasi tutti un’esperienza personale, non legata al sesso. Il nostro sogno, però, è arrivare alle più giovani. Il vero obiettivo di tutto questo lavoro e far sì che le ragazze più piccole facciano meno fatica di noi ad arrivare a quel grado di consapevolezza raggiunto con tanta fatica. Se possiamo accelerare anche solo di 1 minuto questo percorso di conoscenza di se stesse, allora posso dire di aver raggiunto un grandissimo risultato.

YA.BE intervista "A lei per lei"
28 Days Beauty Ritual YA.BE

Cosa consiglieresti ad una donna che vuole lanciare un suo brand?

Pensare al valore, al contenuto, a cosa vuoi comunicare attraverso il tuo brand. Credo che un marchio che incorpora dei valori e li trasmette, ha una vita infinita. Chi segue la corrente o copia solamente, fluttua e poi scompare.

YA.BE intervista "A lei per lei"
Prodotti YA.BE

 

YA.BE è un progetto che si fa portavoce di una visione della bellezza ben precisa: la cura di sé è un percorso legato a gesti, prodotti mirati, ma anche una strada costellata di consapevolezze, accettazione e conoscenza del proprio potenziale, soprattutto se inespresso e soffocato.

Vedersi bene davanti ad uno specchio significa anche questo e non importano i chili in più, le imperfezioni o gli obiettivi ancora da raggiungere. È importante ascoltarsi, prima di tutto.

E quale prodotto migliore per la nostra skin care se non uno che ci concede del tempo per noi stesse e per riflettere attraverso un podcast dedicato?

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Testata registrata al Tribunale di Roma in data 5/04/2016 | Fatto con da TechSoup