Doctorium, visite veloci e specialistiche nel primo ospedale online italiano

doctorium intervista michela carollo a lei per lei openmag

Michela Carollo, la nuova protagonista della rubrica “A lei per lei”, ci racconterà i vantaggi della piattaforma Doctorium, nata per avvicinare i pazienti al mondo della sanità, in maniera facile, veloce e specialistica.

Michela Carollo è una giovane donna medico che, insieme a tre coraggiosi colleghi, Eugenio Marino (rianimatore), Carmine Catalano (oculista) e Oslavia De Domenico (medico di medicina generale), ha fondato Doctorium, il primo ospedale virtuale italiano dove il paziente può ricevere una diagnosi tempestiva, un secondo parere, un aiuto nella prevenzione di alcune malattie e molto altro ancora da medici specialisti.

Nella realizzazione di un progetto così significativo, valso a Michela anche l’importante traguardo di essere inserita nella “FAB50”, la classifica delle 50 storie imprenditoriali d’innovazione al femminile dell’Associazione Gamma Donna, un elemento è stato fondamentale.

Mettersi nei panni del paziente.

Trovare una risposta all’incertezza, ai dubbi, alle perplessità di una persona che accusa sintomi, disturbi o deve affrontare delle cure a vita. Riuscire a seguire una terapia direttamente da casa, senza dover subire una spersonalizzazione in un letto ospedaliero o riuscire ad avere un parere specialistico senza affrontare un viaggio e un soggiorno esoso in un’altra città, ha tutto un altro impatto sul benessere emotivo e psicologico del paziente, oltre che sociale e ambientale.

Senza contare il risparmio in termini di soldi e tempo.

Il mondo online può essere un valido alleato della medicina, perché riesce a raggiungere più persone alla velocità di un click. Questo non vuol dire che la telemedicina si sostituisce alle visite frontali con il paziente, ma, come precisato dall’attuale normativa, le amplia e le migliora.

D’altronde la pandemia che abbiamo dovuto affrontare nei precedenti due anni, ci ha insegnato che i soli limiti che ci poniamo sono solo frutto dei nostri pregiudizi e la storia di Doctorium non fa che avvalorare questo importante monito. Scopriamola insieme.

Com’è nata l’idea di Doctorium e come si è sviluppata nel corso del tempo? Il progetto nasce nel 2016 e non durante il Covid, periodo in cui il mondo online è letteralmente esploso.

La costituzione legale è del 2016, mentre la piattaforma, realizzata grazie ad una società informatica, è online da novembre 2019. Doctorium nasce da un’esigenza reale, molto prima che la pandemia cambiasse la nostra vita. L’idea era di poter fornire ad una persona anziana con una patologia terminale, che aveva deciso di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita vicino ai propri cari, l’assistenza sanitaria di cui aveva bisogno a casa sua. Tutto questo è stato possibile perché io e i miei colleghi fondatori della piattaforma siamo medici e avevamo le conoscenze, i contatti e l’esperienza necessaria per realizzare Doctorium.

La pandemia ha accelerato il processo di conoscenza della nostra piattaforma, perché il mondo online è stato finalmente sdoganato.

Quali vantaggi porta rispetto ad una visita in presenza presso uno studio specialistico o un ambulatorio?

Devo partire da una premessa, Doctorium nasce dall’idea di 4 medici calabresi e purtroppo la sanità in Calabria è molto affaticata. Per questo l’obiettivo più importante per noi era avvicinare il paziente al medico velocizzando la risposta in fase di prima anamnesi. Già da questo primo colloquio, che di solito avviene entro 6/7 ore dalla richiesta dell’utente, è possibile capire se il disturbo o il sintomo del paziente può essere curato con una semplice visita online o necessita di una visita di persona più approfondita. Grazie a questa modalità così veloce, Doctorium aiuta le persone a lavorare sulla prevenzione. Molti dei nostri pazienti sono italiani all’estero che preferiscono avere un parere di un medico italiano. La piattaforma è anche molto utilizzata per avere una “second opinion” da un altro medico specialistico, basta caricare gli esami effettuati.

Dal punto di vista economico, il paziente non deve affrontare le spese di viaggio e alloggio per avere un appuntamento con uno specialista fuori dalla sua regione.

Un’altra opportunità è quella dell’assistenza continua, soprattutto per persone più anziane, grazie ad un ottimo servizio clienti che aiuta gli utenti ad utilizzare la piattaforma.

L’accesso degli specialisti alla piattaforma non è “libero”, facciamo una selezione sulla base degli anni di esperienza e sulle specializzazioni di ognuno di loro, perché vogliamo garantire una medicina “taylorizzata”, cucita addosso al paziente.

 

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È giusto definirlo un ospedale online?

La definizione è giusta. Doctorium è disegnato “virtualizzando” l’esperienza ospedaliera dei pazienti. Abbiamo anche inserito un medico che effettua una prima valutazione del paziente per capire a quale specialista indirizzarlo, esattamente come succede nel triage del pronto soccorso.

Quali sono state le difficoltà nel portare avanti questo progetto? C’è stato del pregiudizio nei confronti di questa modalità di lavoro online?

I pregiudizi ci sono purtroppo, sia da parte dei pazienti che dei colleghi (sia giovanissimi che più adulti). È importante che i dottori capiscano che la visita online non va a sostituire la visita frontale, è semplicemente un valido aiuto che non bisogna precludersi. Doctorium può essere un’occasione per gli specialisti di fare rete e networking fra di loro.

Per quanto riguarda il paziente, invece, di solito è perplesso non solo per il mezzo in sé, ma anche per la gestione dei dati personali e sanitari ultrasensibili. Per rendere i pazienti più tutelati sotto questo punto di vista abbiamo lavorato sodo al fine di ottenere la certificazione ISO 27001 (è l’unica norma internazionale soggetta a verifica e certificabile che definisce i requisiti per un SGSI, Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni, ed è progettata per garantire la selezione di controlli di sicurezza adeguati e proporzionati.)

Come riesci a conciliare il lavoro in un ospedale pubblico e le visite su Doctorium?

Tutti i fondatori di Doctorium, me compresa, non lavorano come specialisti all’interno della piattaforma, e alcuni si occupano della piattaforma a livello imprenditoriale. Conciliare tutto non è facile. Quando sono a casa mi occupo di social, oltre a sentire costantemente i soci fondatori con i quali prendiamo le decisioni sulle future attività di Doctorium.

Per tale motivo, ognuno ha il suo ruolo in Doctorium. Ci sono gli ingegneri che lavorano sulla piattaforma dal punto di vista tecnico, l’avvocato che si occupa delle questioni burocratiche, la parte commerciale, gli esperti che scrivono gli articoli sul blog…

All’inizio eravamo solo noi 4 fondatori, ci siamo anche autofinanziati. Adesso invece il progetto si è ingrandito e abbiamo creato una vera e propria squadra.

Nonostante questo, tutt’ora noi fondatori non percepiamo uno stipendio da questo lavoro, preferiamo investire sulla piattaforma e continuare a farla crescere, perché ci crediamo fortemente. Per certe cose ci vuole tempo, un po’ come una terapia. Siamo disposti ad aspettare il momento giusto per una vera remunerazione, senza alcuna fretta.

 

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Quali sono le opportunità future della piattaforma? Come ti immagini Doctorium tra 5 anni?

Innanzitutto, spero che la mentalità dei pazienti e dei colleghi ancora scettici verso il mondo online cambi sempre di più. Stiamo lavorando su diverse implementazioni, come l’intelligenza artificiale. Stiamo già testando questo strumento con la ricerca tramite sintomo che si trova nella Home Page. Basta scrivere “mal di pancia” ad esempio e la piattaforma ti indirizza  a tutti gli specialisti che si occupano del problema. Spero che nel futuro, oltre che le visite online, possiamo rinforzare il sistema di visite a domicilio. Il paziente si sente più a suo agio nella propria abitazione.

Ti sei mai sentita discriminata in quanto donna nel tuo lavoro di medico? È stata mai sminuita in alcuni ambienti di lavoro la tua professionalità?

Sai, ancora ti chiamano “signorina” invece che Dottoressa. Quando facevo le guardie mediche notturne nei paesini più sperduti della Calabria, venivo accompagnata sempre da mio padre o da mio fratello, una grande fortuna per me. Sentivo storie terribili su minacce e abusi nei confronti di colleghe donne che, facendo guardie notturne, non venivano tutelate in alcun modo. Pensa che in molti casi non c’è neanche videocitofono, potrebbe entrare chiunque. Cercavo di scegliere tutti paesi vicino a me perché dovevo essere sempre accompagnata.

Questa è discriminazione: una donna non è libera di scegliere dove lavorare per paura di quello che potrebbe succedere. Oltre al danno anche la beffa perché quando entravo con mio padre a casa dei pazienti per le visite notturne, i pazienti si rivolgevano a lui come “Dottore” e io ero semplicemente l’assistente!

C’è pure un lato tragicomico della situazione.

Ho sempre cercato di eliminare le discriminazioni che ci sono nell’ambito medico nei confronti delle donne. Faccio parte del CUG (Comitato unico di garanzia) della mia azienda ospedaliera e propongo sempre tanti provvedimenti per aiutare le donne medico, soprattutto se queste sono anche madri. Non esiste che nel 2023 una dottoressa debba rinunciare ad andare in sala operatoria perché è anche una mamma!

C’è qualche donna che ti ha ispirato nel tuo lavoro?

Ho avuto degli esempi di caparbietà nella mia stessa famiglia che mi hanno aiutato a credere tanto in me stessa. Mia madre, mia zia e mia nonna sono donne fortissime che non hanno rinunciato mai né al lavoro né alla famiglia. Donne di grande carisma alle quali mi sono ispirata per trovare la forza necessaria a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata.

 

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Cosa consiglieresti ad una giovane donna che vuole diventare medico?

La competenza è fondamentale, bisogna studiare e aggiornarsi sempre. Volevo fare il medico da quando avevo 3 anni, sapevo che la mia strada sarebbe stata quella. Scontrarsi con il test d’ingresso di medicina porta un carico di ansia incredibile, ma a me non importava, già avevo il peso di essere l’unica in famiglia a voler fare il medico. Consapevolezza e determinazione dovrebbero guidare qualsiasi scelta di lavoro. Non bisogna poi farsi ostacolare o sminuire dall’opinione altrui. Molti mi dicevano riguardo a Doctorium “bellissima idea ma non la realizzerete mai”, ed oggi, eccola qua!

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