Frank La Rue al Senato per la libertà d’informazione

La libertà d’informare e di essere informati è ingrediente fondamentale di ogni democrazia, anche se  il nostro paese sembra non tutelarlo a dovere: tra i sei paese fondatori dell’Unione Europea l’Italia è l’unica nazione in cui la stampa è classificata non più come libera ma come “parzialmente libera”, come ci rimproverano i rapporti di Freedom House e Reporters sans frontières.

Tra concentrazioni di media e minacce ai giornalisti la situazione è complessa e resa ancora più intricata dall’avvento dell’informazione online, che ha posto questioni nuove come la riforma della disciplina sulla diffamazione, nuove regole per il diritto d’autore online, nuovi ordinamenti in materia di diritto all’oblio. Di tutto questo istituzioni, giornalisti e parti sociali hanno discusso con Frank La Rue, Special Rapporteur dell’Onu in materia di diritto alla libertà di espressione e di opinione, giunto per la prima volta in Italia in visita ufficiale. La Rue ha il compito di redigere un rapporto sulla libertà di stampa nel nostro paese e per tastare il polso del giornalismo nostrano ha preso parte a un dialogo sulla libertà d’informazione, organizzato da Ossigeno per l’informazione e Open media coalition, tenutosi presso la sala Zuccari del Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica.

Ad accogliere l’ospite e ad aprire i lavori il Presidente del Senato Pietro Grasso e la Presidente della Camera Laura Boldrini, che hanno presentato il disegno di legge in discussione alle Camere che, tra le altre cose, abolisce il carcere per i giornalisti. La Boldrini ha sottolineato che “l’Italia occupa nelle graduatorie europee in materia di libertà d’informazione posizioni poco lusinghiere e dobbiamo provare imbarazzo per queste posisizoni così come ci preoccupiamo dei giudizi delle agenzie  di rating”.

Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’informazione, l’osservatorio sui cronisti sotto scorta e le notizie oscurate in Italia con la violenza, ha raccontato dati drammatici: 26 giornalisti italiani sono stati uccisi negli ultimi cinquant’anni, oltre 1500 sono stati vittime di intimidazioni e minacce, anche nascoste dietro querele preventive. Tutte queste storie sono state portate alla luce dell’opinione pubblica da Ossigeno, corredate di volti e nomi. A raccontare la propria esperienza erano presenti Lirio Abbate, giornalista de L’Espresso sotto scorta dal 2007, Marilù Mastrogiovanni, giornalista pugliese minacciata dalla mafia, e Luigi Centore, giornalista di Ardea, vittima di attentati per aver indagato sulla criminalità locale.

L’incontro si è poi articolato in altre sessioni, che hanno affrontato la metamorfosi dei diritti ai tempi dell’informazione online, con il neonato diritto all’oblio, ovvero il diritto a farsi dimenticare, quando invece i fatti riportati online restano a disposizione di tutti a tempo indeterminato, anche senza consenso degli interessati. Altro grande tema è quello dello stravolgimento del diritto d’autore, oscillante tra tutela dei diritti di proprietà intellettuale e limitazione della libertà d’informazione. Al vivo dibattito ha prestato l’orecchio lo Special Rapporteur Frank La Rue, che avrà riempito il suo taccuino d’appunti da riportare all’Onu e ha reso note alcune considerazioni: “Non si può mettere il bavaglio alla stampa e dev’essere sottoposta a maggiori controlli la possibilità di citare i giornalisti in giudizio. E poi bisogna eliminare la concentrazione dei media, l’informazione dev’essere libera da monopoli e trust, dev’essere plurale”.

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