Mario Balotelli ingrato

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Mario Balotelli
Why Always Me?

Balotelli ha sinceramente stufato e ha solo 23 anni

All’idea che Mario Balotelli possa far danni per i prossimi 10 anni viene l’orticaria. Senza elencare le varie cavolate che lo portano alla ribalta, mi limiterò a spiegare da cosa nasce questo “astio”. Nasce dall’ingratitudine di questo ragazzone con l’accento bresciano ma che è nato a Palermo, la capitale della Trinacria. Ingrato si, perché proprio qualche settimana fa in occasione della nazionale al Barbera, Mario è andato a visitare il quartiere in cui è nato, Borgo Nuovo, uno dei più difficili. Dove si ruba, i ragazzini si minacciano di morte, dove chi ha una casa non può lasciarla neppure per alcune ore perché altrimenti ci trova dentro un’altra famiglia. Qualche anno fa Balotelli era stato pure a Scampia a vedere con i suoi occhi come si sta, ma niente. Non si chiama ingratitudine quella di sputare continuamente alla fortuna che si ha avuto? Un talento immenso, un fisico eccezionale, il meglio dell’atleticità africana e tecnica europea con tocco di palla brasiliano. Uno che segna ma non esulta e vabbè cavoli suoi, uno che a fine partita insulta l’arbitro in  modo plateale e dopo qualche giorno si scusa dicendo che alla fine non ha ucciso nessuno. Uno che simula platealmente per guadagnare un rigore a tempo scaduto, segna e provoca il pubblico. Uno che si lamenta dei falli ricevuti in campo, che cede alle provocazioni, uno che è arrivato all’oltraggio supremo: buttare a terra la propria maglia.

All’idea che il Milan ma anche la nazionale dipendano da Balotelli un po’ mi preoccupo. Primo perché una squadra che dipende da un solo giocatore vuol dire che non ha molti talenti, secondo perché se venisse a mancare per qualsiasi motivo fisico o disciplinare porterebbe inevitabilmente a una perdita sul piano tecnico nonché sul morale. Il calcio non è certo gioco dove si deve porgere l’altra guancia ma Mario reagisce male e sembra che non riesca a cambiare, probabilmente non cambierà mai. Rischia seriamente di sciupare tutto. Ha 23 anni. All’esordio con l’Inter era un sedicenne a cui si perdonavano le marachelle per questioni anagrafiche. E non regge neppure più l’infanzia difficile, la non cittadinanza italiana fino ai diciotto anni. Il fatto di essere stato adottato da bambino, Senza entrare nelle vicende private, non mettiamo i dubbi delle difficoltà che avrà incontrato e che incontra ancora oggi dentro e fuori dallo stadio. Ignoranza, razzismo fanno male ma lui ha i mezzi, soprattutto ha telecamere e giornali a disposizione che lo aiuterebbero a combattere battaglie sacrosante. Lui invece riesce a passare dalla parte del torto. Si prende insulti più per il suo atteggiamento che per il colore della pelle. In questo modo ha fatto un favore a quei cento beceri che vanno negli stadi a fare gli ululati. Gli ha permesso di camuffarsi, ha dato appigli a gente che non aspettava altro.

Vorrei che Balotelli non facesse una fine mediocre. Vorrei che rappresentasse l’Italia sportiva per i prossimi 15 anni. Balotelli è uno che ha spesso ha reazioni che ogni tanto vorremmo avere pure noi. Ma noi non guadagniamo milioni di euro, noi non siamo inquadrati spesso da telecamere, noi forse pure non abbiamo avuto un’infanzia felicissima ma non per questo ce l’abbiamo con il mondo. In più il suo peccato più grande è la recidività.

Purtroppo Balotelli non cambierà, continuerà  a fare le sue sciocchezze fin quando un fotografo o un giornalista saranno nei paraggi, continuerà a subire fallacci e a reagire (si guardasse i video dei calci che prendevano Maradona e Baggio ad esempio), si prenderà gli insulti delle curve di tutta Italia. Anche io vorrei farlo, solo che gli urlerei un solo aggettivo: ingrato.

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