#GUERRIERI l’Epic Fail di ENEL

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In questi giorni impazza sul web e in tv la campagna pubblicitaria di Enel dal titolo #guerrieri, una campagna che ha come obiettivo quello di dar voce all’Italia e raccogliere storie di vita quotidiana di tanti italiani, di quegli italiani invisibili che esistono e che spesso e volentieri sono il cuore della nostra nazione, i “#guerrieri del quotidiano”.

La campagna marketing è stata studiata da una nota agenzia pubblicitaria inglese, ed ha fatto la sua prima apparizione sui social network per poi passare successivamente in tv.

L’innovazione della campagna è stata nel creare una piattaforma di storytelling sul web, dove gli utenti hanno condiviso le proprie storie e parteciperanno ad un concorso per l’assegnazione di 5 biciclette elettriche.

Peccato che l’iniziativa di Enel si è trasformata presto in una debacle, infatti l’hashtag #guerrieri ha dato modo agli utenti di sferrare un attacco senza precedenti all’azienda, diventando paradossalmente un contenitore di sfottò, insulti,contestazioni e accuse.

Non è la prima volta che una grande azienda “inciampa” su un #hashtag poco felice. E’ capitato a McDonald con l’hashtag #McDStories, alla Qantas con # QantasLuxury, oppure a Trenitalia con #MeetFS.

Tutte queste campagne di social marketing hanno un errore di fondo, aver dimenticato, o non aver preso in consideraizone, il fatto che la rete da voce ai nostri amici, ai nostri nemici o semplicemente a chi ha qualcosa da dire su di noi, e non ha altri luoghi in cui dirlo, e la critica in rete viaggia molto più veloce dell’apprezzamento, soprattutto con strutture come Enel, che vedono una singola campagna trasformarsi nello “sfiatatoio” di migliaia di utenti. Questo è particolarmente vero quando si scelgono incautamente hashtag “forti”, o hashtag che e si adattano a qualunque contesto, che imprevedibilmente, ma inevitabilmente diventano un epic fail per chi lo ha creato.

Probabilmente anche questa campagna rimarrà un caso per far discutere gli esperti, e pochi altri la ricorderanno, oppure l’hashtag diventerà la bandiera da far sventolare a tutti quelli che si troveranno a “lottare” contro ENEL per qualsiasi problema, e continuerà per mesi ad aggregare lo scontento attorno all’azienda. E magari – come è successo in altri casi, riuscirà positivamente a trasformarlo in uno strumento di dialogo. Ma chi può dirlo come andrà a finire?

Anche questo è il bello della rete.

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