Cézanne dialoga con l’arte italiana del ‘900

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Al Complesso del Vittoriano inaugurata l’esposizione “Cézanne e gli artisti italiani del ‘900”, in mostra fino al 2 febbraio 2014. Venti capolavori del maestro francese accostati alle opere dei principali protagonisti dell’arte italiana del secolo scorso.

Il padre dell’arte moderna Paul Cézanne finalmente in mostra a Roma. Non una monografica, bensì un’esposizione che mette in luce l’universo creativo dell’artista francese, ma soprattutto la grande influenza che questo ha avuto sull’attività dei protagonisti dell’arte italiana del ’900. La mostra dal titolo “Cézanne e gli artisti italiani del ‘900” è un progetto in cantiere da molto tempo e la sua realizzazione ha richiesto un grande sforzo, coinvolgendo numerosi e prestigiosi musei, che hanno collaborato nel raccogliere le 100 opere esposte: 20 capolavori di Paul Cézanne troneggiano nella sala del Vottoriano, dialogando nel percorso espositivo con  le opere di Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi, Giuseppe Capogrossi, Fausto Pirandello, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Felice Carena, Felice Casorati, Filippo De Pisis, Francesco Trombadori, Antonio Donghi, Roberto Francalancia, Roberto Melli, Corrado Cagli e Franco Gentilini.

“L’idea della mostra è stata opera di una grande studiosa, Maria Teresa Benedetti” ha dichiarato Alessandro Nicosia, Presidente di Comunicare Organizzando, “Grazie a lei abbiamo potuto costruire e offrire al pubblico romano una mostra intelligente, un momento di discontinuità, oltre alla possibilità di leggere due mostre, Cézanne e gli artisti italiani del ‘900. Un’operazione di critica e di grande fruizione, grazie al pubblico che ci premia sempre con una grande presenza”.

Curata da Maria Teresa Benedetti, la mostra si divide in 4 sezioni: i ritratti in cui ad esempio troviamo l’accostamento del Giardiniere Vallier e li Ritratto del maestro Busoni di Boccioni;  le Nature morte, soggetto tra i più celebri del maestro francese, prese come modello da Morandi e Sironi. E poi i nudi con “Le Bagnanti” di Cèzanne e quelle di Felice Carena. La sezione paesaggi, suddivisa in due corridoi paralleli, mostra il bellissimo “Paesaggio blu” di Cézanne da un lato, mentre di fronte dialogano con lui le vedute e i paesaggi di Mario Sironi e Antonio Donghi. Non è solo il tratto comune a rivelarsi, ma anche l’evoluzione che ha caratterizzato gli artisti italiani, a partire dalla lezione di Paul Cézanne. “Voglio stupire Parigi con una mela” diceva Cézanne. Stupì la Francia e ancor più l’Italia, ponendosi come un innovatore assoluto, ma nello stesso tempo come custode della tradizione; precursore di movimenti come il cubismo e il futurismo, ma ispirato dalla serietà della tradizione. Ardengo Soffici, che inaugurò la sua attività di critico in Italia nel 1908 proprio con un articolo su Cézanne, lo definì “pazzo e primitivo come Giotto”, indicando nel suo tratto un rinnovamento che avrebbe investito il linguaggio artistico da quel momento in poi.

L’esposizione, in mostra fino al 2 febbraio 2014 prevede delle agevolazioni per le scuole romane che vorranno visitarla.

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