Giovani ed Europa

0
1235

Sette anni, dal 2007 al 2013, 885.000.000 milioni di Euro, cinque diverse azioni di intervento: questi i numeri di Gioventù in Azione, programma dell’Unione Europea che si avvia al termine.

Destinato ai giovani tra i 13 ed i 30 anni, il Programma ha avuto nella promozione dell’educazione non formale, nell’apprendimento e nel dialogo interculturale, nella promozione dell’inclusione sociale e della cittadinanza europea e dei valori fondanti dell’UE i suoi obiettivi fondamentali. Attraverso attività di volontariato, training course, scambi interculturali, seminari, conferenze ed iniziative, i giovani europei e non hanno potuto accrescere il proprio bagaglio culturale, sviluppare o migliorare le proprie competenze linguistiche, civiche e sociali, praticare la cittadinanza attiva e responsabile, prendere parte al dialogo strutturato con le istituzioni locali, nazionali ed europee trattando tematiche che vanno dalla salute allo sport, dalla cultura all’arte, dalla promozione della creatività ed imprenditorialità giovanile al rispetto delle minoranze, dall’ambiente al dialogo fra le religioni. Non solo le grandi organizzazioni ma anche e soprattutto le piccole realtà locali e i gruppi informali di giovani hanno avuto accesso ai fondi per la realizzazione dei progetti e questo ha rappresentato uno dei fattori fondamentali del Programma, ciò che lo ha reso davvero inclusivo ed aperto alla partecipazione di tutti.

Il Servizio Volontario Europeo ha rappresentato più di ogni altra azione un’esperienza importante ed unica per i giovani che vi hanno preso parte. “Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione“. Così recita, infatti, la Decisione del Consiglio, pubblicata a Bruxelles sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 22 gennaio 2010 (2010/37/CE).

Secondo uno studio realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nel 2011, in occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, tra il 2007 ed il 2011 l’Italia ha accolto ed inviato migliaia di volontari. Il dato dei giovani ospitati e di quelli inviati risulta piuttosto simile: le regioni del nord Italia hanno ospitato circa il 70% dei volontari in arrivo ed inviato circa il 61.5% dei volontari in partenza. Nelle regioni del sud e nelle isole  abbiamo un 22.2% dei volontari in arrivo ed un 26.7% dei volontari in partenza. Nel Centro Italia (dove però i flussi sono più bassi), l’accoglienza supera significativamente gli invii (un 17.2 % contro un 12%). Tra le mete preferite dai volontari italiani troviamo la Spagna con un 16.3% delle preferenze, la Germania (8.9%) e la Francia (8.1%). Tra i principali paesi di provenienza dei volontari accolti in Italia troviamo nuovamente la Germania con un 20.2%, la Spagna (10.4%) e la Francia (9.5%). Tra gli obiettivi maggiormente perseguiti nei progetti di SVE realizzati in Italia abbiamo la promozione della cittadina attiva in generale ed europea in particolare (30.4%), il supporto nel favorire la comprensione reciproca fra i giovani di diversi paesi (28.3%), lo sviluppo della solidarietà e la promozione della tolleranza tra i giovani per rafforzare la coesione sociale nell’UE (23.9%).

 Molto si è fatto, dunque e molto si può e si deve ancora fare. Per questo è nato Erasmus +, il nuovo programma a supporto dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport che per i prossimi 7 anni (dal 2014 al 2020), con un budget di circa 16 miliardi di euro, raccoglierà il testimone in modo particolare dal Programma Gioventù in Azione e dal Programma di Apprendimento Permanente, precedentemente separati.  Nel budget previsto, i progetti e le attività relative al settore dello Sport avranno l’1.8% dei fondi,  il settore Gioventù riceverà il 10% dei fondi mentre il  77.5% sarà destinato ai settori Istruzione e Formazione, con un extra 3.5%  destinato al nuovo “Loan Guarantee Facility”.

Si prevede che circa  4 milioni di  persone  avranno l’opportunità di studiare e formarsi all’estero nei prossimi sette anni, il che significa quasi il doppio di coloro che hanno beneficiato ad oggi dei finanziamenti europei destinati a tali scopi.Ruairì Quinn,  Ministro Irlandese per l’Istruzione e le Competenze, ha dichiarato: “Lo scopo principale dell’Irlanda durante il nostro semestre di Presidenza è stato cercare modi per sostenere lavori sostenibili e crescita in Europa. Con la disoccupazione, in particolare quella giovanile a livelli molto alti in Europa, questo nuovo programma avrà un ruolo chiave nell’affrontare e risolvere la crisi (…) Erasmus + migliorerà l’occupazione dei giovani e aprirà loro nuove opportunità. Dal 2007 circa 400 mila persone ogni anno in Europa hanno beneficiato dei programmi correnti, lo sviluppo di oggi significa che molte persone con diverse età e background saranno eleggibili per queste misure (…) Dobbiamo assicurare che i nostri giovani siano pronti ad incontrare la domanda del mercato del lavoro futuro, fornendogli le opportunità per rivelare il loro pieno potenziale”.

LASCIA UN COMMENTO