Scontri ad Albano Laziale per Priebke

Più che un funerale, ieri, ad Albano Laziale è andata in scena una vera e propria guerriglia  tra due squadre: da una parte i militanti di estrema destra, venuti a rendere omaggio al capitano nazista, dall’altra gli anti-Priebke che hanno accolto il feretro del capo delle SS  al grido di “assassino”, colpendolo di pugni e ricoprendolo di sputi. Volano bottiglie e pietre.

Addosso al carro funebre viene lanciata anche della spazzatura.  Perfino il prete lefebvriano che si era offerto di celebrare il funerale viene aggredito. Nel mezzo,  gli agenti delle forze dell’ordine lanciano lacrimogeni per separare le due fazioni e formano cordoni per permettere al carro funebre di passare. Intorno alle sette del pomeriggio la salma viene fatta entrare in Chiesa, ma i gli scontri non si placano. Una ventina di militanti dell’estrema destra, armati di caschi e catene, raggiunge la casa dei lefebvriani da una strada secondaria. Tra di loro si conta anche qualche tedesco. Vogliano portare il loro capitano sulla spalla e vogliono farlo senza la presenza dei comunisti, così dicono alle forze dell’ordine. Dall’altra parte i manifestanti anti-Priebke protestano proprio perché quella celebrazione non avvenga: per loro, Priebke, responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine in cui 355 italiani persero la vita, non ha diritto ad una degna sepoltura. Come loro la pensa il sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, contrario alla celebrazione del funerale nel suo comune:  “è una ferita lacerante. Sicuramente non consentiremo la tumulazione”. In mattinata, il primo cittadino aveva anche firmato un’ordinanza per impedire il passaggio della salma, ordinanza revocata subito dopo dal Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: “ I familiari di Priebke hanno chiesto il rito funebre religioso; gli unici disposti a celebrarlo sono i sacerdoti lefebrviani di Albano Laziale” chiarisce in una nota la Prefettura.

Alla fine la celebrazione del funerale viene annullata. Il sacerdote che stava tenendo la funzione, all’ennesimo tentativo di entrare in chiesa da parte dei militanti di estrema destra, sconsolato, si toglie i paramenti e va via. La salma di Priebke rimane ad Albano Laziale per tutta la notte, scortata dalla polizia. Adesso i familiari sono in attesa di capire se, dove e quando avranno la possibilità di dargli l’ultimo addio.

Abbiamo raccolto in proposito la dichiarazione del Vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio (VIDEO): “Io sono cresciuto dentro le Fosse Ardeatine, mio nonno è un martire delle Fosse Ardeatine, era un dirigente del Partito d’Azione quindi non è finito per caso alle Fosse Ardeatine. Tuttavia penso che bisogna avere il coraggio di chiudere con umana pietà alcune vicende. La vicenda in vita di Priebke è quella che a me ha preoccupato, che ho combattuto aspramente, senza sconti. Non mi interessa l’accanimento su un cadavere, penso che sia un errore e che sia contrario ai valori della resistenza italiana.”

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