Il giorno delle esequie di Erich Priebke, l’ex SS morto a Roma lo scorso venerdì 11 ottobre e portato ad Albano Laziale per officiare il funerale, non è stato purtroppo privo di episodi di violenza.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi relative alla sepoltura, il prefetto di Roma ha deciso di permettere la celebrazione delle esequie, nonostante il parere contrario del sindaco Nicola Marini. Risultato: calci e pugni al carro funebre e un prete aggredito. Ma anche tanti i gruppi dell’estrema destra che hanno fatto il saluto fascista e gridato “Boia chi molla”.
Abbiamo raccolto in proposito la dichiarazione del Vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio: “Io sono cresciuto dentro le Fosse Ardeatine, mio nonno è un martire delle Fosse Ardeatine, era un dirigente del Partito d’Azione quindi non è finito per caso alle Fosse Ardeatine. Tuttavia penso che bisogna avere il coraggio di chiudere con umana pietà alcune vicende. La vicenda in vita di Priebke è quella che a me ha preoccupato, che ho combattuto aspramente, senza sconti. Non mi interessa l’accanimento su un cadavere, penso che sia un errore e che sia contrario ai valori della resistenza italiana.”

