La battaglia contro i super compensi delle star Rai intrapresa da Brunetta a Che tempo che fa ha inasprito le polemiche e ha investito come un uragano le trattative con il comico genovese Maurizio Crozza. Con questa perdita la televisione pubblica subisce un duro colpo anche in termini di share e pubblicità.
Irriducibili le posizioni dei pidiellini, che si erano scagliati anche contro Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e Roberto Benigni, accusati di percepire stipendi stellari. L’invettiva era rivolta all’azienda Rai, affinché rendesse pubblica non solo la spesa nel complesso ma i dettagli dei compensi ai singoli personaggi, appellandosi a una trasparenza che però risulta un’intromissione nei meccanismi di concorrenza tra reti televisive. Le polemiche sui compensi hanno dunque fatto sfumare le trattative con Crozza e questo fallimento, determinato dall’intromissione della politica, ha fatto infuriare il direttore generale Rai Luigi Gubitosi, che si è così sfogato in Commissione Vigilanza: «Si tratta di intromissioni nelle normali regole della concorrenza che rappresentano un’anomalia italiana. Lasciateci competere senza interferenze». Crozza ha rifirmato con La7, preferendo tirarsi fuori dalla polemica.
Il dg Rai ha ribadito il fatto che i professionisti di talento non sono un costo per l’azienda ma anzi una risorsa, in quanto coprono ampiamente le spese con la pubblicità che attirano: «Il caso Crozza è emblematico, è un artista che poteva incidere sullo share di Rai1, riportando la satira in prima serata. Un paese che ha paura della satira è un paese in difficoltà morale. Il costo della serata di Crozza sarebbe stato ripagato ampiamente dalla pubblicità».
La filippica non è piaciuta ai referenti politici chiamati in causa e lo schieramento di marca Pdl formato dal trio Brunetta, Minzolini e Gasparri si è risentito. Secca la risposta a Gubitosi per bocca di Brunetta: «Mancare di rispetto alla commissione in questa maniera è da censurare. È inaccettabile che la Commissione venga insultata da un funzionario pubblico». Tra i due litiganti a godere è come al solito il terzo, Cairo Editore, che ha confermato la presenza di Crozza su La7.

