Marino, YEA-Contest: Flaminio laboratorio per i giovani

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Trasformare la città di Roma creando opportunità, a partire dalla riqualificazione di uno dei quartieri che più di altri racchiude in sé i valori dello sport, della cultura, della musica e dell’arte:  il Flaminio.

 

È con questo presupposto che la YEA-Contest, Young Explorer Agency, agenzia nata con lo scopo di promuovere nuove professionalità nel campo culturale e artistico, ha organizzato un convegno presso uno dei luoghi simbolo del quartiere Flaminio, l’Auditorium Parco della Musica, presentando alle istituzioni alcuni interventi di rigenerazione da applicare all’area del Flaminio, sul modello delle Creative Cities, esempi di città che hanno saputo puntare sulla creatività come motore di sviluppo dell’industria culturale. Città come Siviglia, Dublino, Berlino, e, in Italia, anche Bologna, che hanno saputo trasformare la creatività in innovazione e, quindi, in crescita e occupazione. YEA- Contest ha lanciato la sfida per rendere Roma una Creative City, iniziando dal basso, attraverso la collaborazione con associazioni, comitati, organizzazioni e università, con lo scopo di raccogliere una serie di proposte concrete.

“In questi ultimi anni il Flaminio è stato oggetto di importanti opere culturali, come l’Auditorium, il MAXXI o il Ponte della Musica” ha dichiarato l’Architetto Francesco Ghio di YEA-Contest “Queste opere sono le ultime di una lunga serie iniziata già dagli anni Trenta, quando è stato costruito il Foro Italico, opera importantissima anche dal punto di vista architettonico, oltre che culturale e sportivo. Si tratta dunque di un quartiere di Roma particolare nel quale alla vocazione residenziale si è aggiunta negli anni un tipo di vocazione sportiva molto forte e, negli ultimi vent’anni, una vocazione di tipo culturale altrettanto forte. Sicuramente è un quartiere incompiuto dove esistono ancora tanti spazi vuoti non utilizzati con delle potenzialità straordinarie. I due più emblematici sono le caserme di Via Guido Reni, proprio di fronte al MAXXI, e la grande area di Piazza Mancini che è un’area che oggi fa paura agli abitanti, perché difficile da attraversare a piedi di notte. Inoltre sono tantissimi gli spazi verdi e le passeggiate incompiute che dovrebbero essere portate a termine. Pensate al Ponte della Musica, ancora privo di tram o autobus elettrici che lo attraversano, oppure alla passeggiata che dall’uscita dell’Auditorium conduce, attraverso il Portico Renzo Piano, al viadotto di Corso Francia, che potrebbe essere prolungata fino a Via Flaminia. Ci rendiamo conto del tempo e delle risorse necessarie a questi interventi, ma pensiamo che siano fondamentali e che vadano fatti, a prescindere dai grandi eventi che spesso in passato hanno portato alla realizzazione delle opere che ho citato prima”.

Un piano di riqualificazione che YEA-Contest ha elaborato avvalendosi delle idee di tanti giovani che hanno voglia di mettersi in gioco e realizzare la propria startup innovativa in campo artistico, sportivo e culturale. “La nostra volontà è quella di integrare a livello urbanistico quello che già di straordinario è stato realizzato negli ultimi 20 anni in quest’area della città con altre strutture” ha affermato il Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino “Al momento stiamo lavorando sulla possibilità di utilizzare le caserme di Via Reni che al momento sono fuori uso e abbiamo l’intenzione di dotare quest’area della città anche di un Museo della Scienza. È quello che noi ci proponiamo perché pensiamo che una città debba non soltanto dedicarsi alle singole emergenze che devono essere risolte quotidianamente, ma debba proiettare il suo intervento verso il futuro”.

Marino: integreremo con altre strutture il quartiere Flaminio, già modello di sport, arte e cultura. In cantiere anche il museo della scienza.

Positiva anche la reazione del Presidente del Coni Giovanni Malagò: “Questo è il quartiere dove noi abbiamo le nostre radici, il nostro DNA. Il Foro Italico è dirimpetto al Flaminio, e adesso, grazie al Ponte della Musica, i due punti sono collegati, creando delle formidabili sinergie. Bisogna continuare e non fermarsi con l’opera di integrazione già iniziata, proprio per sfruttare tutte le potenzialità che sottintende”.

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